Roma, 24 Settembre – Non basta rispettare una quota obbligatoria: per rendere davvero effettivo il diritto al lavoro delle persone con disabilità occorre cambiare modello, mettendo al centro la persona, le sue competenze, le sue aspirazioni e il progetto di vita. E facendo dell’inclusione non soltanto un obbligo per le imprese, ma anche un investimento.

È il messaggio emerso dal convegno “Il diritto al lavoro dei disabili”, promosso dal Gruppo ODCEC Area Lavoro e svoltosi a Palazzo Caetani, a Roma, con oltre 300 commercialisti, tra partecipanti in presenza e collegati da remoto.

Dal confronto tra professionisti, esperti e rappresentanti delle istituzioni, moderato dal giornalista Alessandro Iovino, è emersa la necessità di trasformare le novità introdotte dal decreto legislativo 62/2024 in strumenti concreti per lavoratori e imprese. La riforma sposta infatti l’attenzione dalla sola certificazione della disabilità alla valutazione delle barriere e dei sostegni necessari per garantire autonomia e partecipazione.

Tra i temi affrontati il collocamento mirato, gli accomodamenti ragionevoli, le nuove tutele per i lavoratori con patologie oncologiche, croniche e invalidanti, le agevolazioni previdenziali e il ruolo del Disability Manager. Al centro del confronto anche alcune proposte per rendere l’inclusione un investimento: incentivi legati alla qualità e alla durata dell’occupazione, tecnologie assistive, formazione e strumenti fiscali collegati al progetto di vita.

La politica ha portato il proprio contributo con gli interventi dei senatori Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, e Orfeo Mazzella, vicepresidente della Decima Commissione permanente, e dei deputati Alessandro Cattaneo, responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia, e Ilenia Malavasi, capogruppo del Pd nella Dodicesima Commissione della Camera. Al termine dei lavori è stato consegnato ai parlamentari il dossier dell’ODCEC Area Lavoro con le proposte emerse dal confronto.

“L’obiettivo – ha spiegato la presidente dell’ODCEC Area Lavoro, Rita Amati – è dare concretezza al diritto al lavoro delle persone con disabilità, facendo del progetto di vita non soltanto un principio della riforma, ma il punto di partenza delle politiche e delle scelte organizzative”.

Particolarmente significativo l’intervento di Sara Ciafardoni, giovane scrittrice e divulgatrice con disabilità, che ha portato la propria esperienza diretta, raccontando difficoltà e possibilità di chi si confronta ogni giorno con il tema dell’inclusione.

Il messaggio conclusivo della giornata è netto: il salto di qualità non è dalla disoccupazione all’assunzione, ma dall’assunzione all’inclusione. Un percorso nel quale i commercialisti possono svolgere un ruolo di raccordo tra persone, imprese e istituzioni.

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