Dal ritiro di Dimaro, il tecnico azzurro dà il via alla nuova stagione con ambizione, realismo e l’orgoglio di uno scudetto da difendere.
Dimaro Folgarida, 18 Luglio – Con lo scudetto cucito sul petto e un’agenda stagionale fitta di sfide, Antonio Conte inaugura la sua seconda annata alla guida del Napoli. E lo fa con lo stile diretto che lo contraddistingue, coniando un nuovo motto che già infiamma i tifosi: “Amma faticà again, ma chiù assai dell’anno scorso”.
Nel corso della prima conferenza stampa stagionale, il tecnico salentino ha tracciato le linee guida del progetto Napoli, sottolineando l’ambizione ma anche le difficoltà che attendono la squadra tra campionato, Champions League, Supercoppa e Coppa Italia. “Ci attrezziamo per competere da orgogliosi, noi e i tifosi”, ha dichiarato.
Conte ha ricordato come il percorso iniziato un anno fa si basi su fondamenta ancora in costruzione: “Abbiamo cominciato da basi molto limitate. Il mio obiettivo, nei tre anni di contratto, è lasciare un Napoli con una struttura solida e duratura. Lo scudetto è stato straordinario, ma non cambia il nostro percorso: dobbiamo continuare a inserire tasselli per costruire un edificio solido”.
Il tecnico ha sottolineato quanto sia stimolante il ritorno in Champions League, competizione in cui ha già maturato esperienza con Juve, Inter, Chelsea e Tottenham. “In Europa non si inventa nulla. Bisogna costruire nel tempo, restare a lungo nello stesso club. Io non l’ho fatto e forse è stato un mio limite. Ma non dimentichiamoci che il City ha vinto la Champions dopo 10 anni, e il PSG solo di recente nonostante investimenti enormi”.
Conte ha poi puntato l’attenzione sui limiti strutturali del calcio italiano: “Le italiane affrontano club che spendono 70, 80, 100 milioni sul mercato. I nostri diritti TV valgono un quarto, i biglietti costano meno. Dobbiamo sapere chi siamo, ma anche essere consapevoli del nostro valore”.
L’arrivo di De Bruyne e la visione oltre Conte – Grande attenzione anche all’acquisto di Kevin De Bruyne, uno dei colpi più importanti della sessione estiva: “Volevamo alzare il livello e lo abbiamo fatto. Kevin non ha bisogno di presentazioni. È un interno che può fare anche il trequartista, ha qualità fuori dal comune e ha scelto Napoli per mettersi in gioco”.
Conte ha poi chiarito che la gestione delle rotazioni sarà cruciale: “Con quattro competizioni non si può parlare di titolari fissi. Serve mentalità, non facciamo il caso del singolo che va in panchina. Stiamo costruendo un Napoli solido anche per quando io non ci sarò più”. Con la fatica come mantra e la struttura come obiettivo, il Napoli di Conte riparte da Dimaro. Con meno proclami, più consapevolezza e una missione chiara: rendere duraturo un sogno appena iniziato.
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