Società, polemiche e dimissioni: Delmastro lascia il ministero della Giustizia

Napoli, 24 Marzo – Andrea Delmastro Delle Vedove ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia, annunciandole con una nota in cui rivendica il proprio operato e riconosce una “leggerezza” nella vicenda che lo ha coinvolto. La decisione arriva dopo le polemiche scaturite da un’inchiesta giornalistica sulla sua partecipazione a una società collegata, indirettamente, a una figura riconducibile alla criminalità organizzata.

«Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e, pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio», ha dichiarato Delmastro.

Poco prima dell’annuncio, Delmastro si è recato negli uffici del ministero della Giustizia, in via Arenula, dove ha avuto un colloquio con il ministro Carlo Nordio. All’incontro ha partecipato anche il capo di gabinetto del dicastero, Giusi Bartolozzi. Il confronto ha preceduto la formalizzazione delle dimissioni, definite dallo stesso Delmastro “irrevocabili”.

Il caso nasce da un’inchiesta giornalistica che ha ricostruito la partecipazione del sottosegretario alla società “Le 5 Forchette”, costituita alla fine del 2024. Tra i soci figura anche la figlia di Mauro Caroccia, indicato come prestanome del boss romano Michele Senese.

La società ha sede a Biella e un’unità distaccata a Roma, in via Tuscolana. L’indirizzo romano coincide con quello dell’ultimo ristorante aperto da Caroccia prima del suo arresto. La vicenda ha sollevato interrogativi sull’opportunità della partecipazione societaria da parte di un esponente del governo con delega alla Giustizia.

La posizione di Caroccia si è definita con la condanna a quattro anni di reclusione per reati aggravati dal metodo mafioso, divenuta definitiva in Cassazione il 19 febbraio. Nei giorni successivi alla sentenza, Delmastro ha ceduto le proprie quote nella società.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso ex sottosegretario, la cessione è avvenuta non appena acquisita piena consapevolezza della situazione. Un passaggio che, tuttavia, non ha evitato le polemiche politiche e le richieste di dimissioni arrivate dalle opposizioni, sfociate nella decisione finale.

Le dimissioni segnano un passaggio delicato per il ministero della Giustizia e per l’esecutivo, in un momento in cui il governo è impegnato su diversi fronti di riforma del sistema giudiziario. La scelta di Delmastro appare orientata a disinnescare il caso politico e a evitare ripercussioni sull’attività del dicastero.

Nella sua nota, l’ex sottosegretario sottolinea infatti di aver agito “nell’interesse della Nazione” e per rispetto verso il governo e la presidente del Consiglio, rimarcando al contempo di non aver commesso irregolarità, ma di aver riconosciuto un errore di valutazione. La vicenda resta ora sul piano politico e istituzionale, mentre si attende la nomina del sostituto e le eventuali reazioni della maggioranza e delle opposizioni.

Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie.
 
SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa.

Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.