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Covid e carceri. Parla la vedova dell’agente Matano del carcere di Carinola: “Lo Stato lo ha fatto morire”

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Napoli, 4 Marzo – Si torna a parlare di carceri e covid. I numeri ufficiali raccontano che su un numero totale di 52.522 detenuti ne risultano positivi al covid 431, con 389 asintomatici e 18 sintomatici. Tra il personale della Penitenziaria risultano positivi 537 su 36.939 agenti.

Il caso che sta facendo più discutere è quello del carcere di Carinola dove l’agente Giuseppe Matano in soli dieci giorni dopo aver contratto il virus ha lasciato moglie e due figli. La vedova di Matano, Barbara Greco, con una lettera pubblicata su facebook lancia gravi accuse contro lo Stato che non avrebbe tutelato adeguatamente suo marito, così come tutti gli agenti della Penitenziaria: “Mio marito da quando è iniziata la pandemia non ha mai fatto tamponi nell’istituto penitenziario presso cui lavora. Non ha mai ricevuto adeguate protezioni dal contagio sul posto di lavoro. Non è stato mai tutelato. LO STATO LO HA FATTO MORIRE…evidente che mentre lo Stato si adopera per tutelare i detenuti, non si adopera per tutelare i servitori dello Stato che lavorano nelle carceri e le loro famiglie.”.

“È evidente come un certo ambiente radical chic si prodighi in difesa soltanto di criminali, rapinatori scippatori e camorristi mentre per le vittime, la gente onesta e le forze dell’ordine resta in silenzio. È altrettanto palese come la Polizia Penitenziaria che svolge un arduo compito, molto delicato e fondamentale, sia davvero poco tutelata e mai nessuno si è mosso in difesa e a tutela degli agenti, mai. Noi, più volte, in diverse situazioni, abbiamo manifestano e dimostrato la nostra vicinanza e solidarietà agli agenti della Polizia Penitenziaria e continueremo a farlo perché tanti sbraitano per chiedere più diritti e garanzie per i detenuti mentre gli agenti vengono lasciati in balia del virus, dei criminali e dell’indifferenza.

Per questo noi chiediamo che per la Polizia Penitenziaria, cosi come per tutti i corpi delle forze dell’ordine e per i detenuti, parta a più presto la campagna vaccinale, è un modo pe proteggere loro e tutta la popolazione. Chiediamo inoltre che anche le persone più deboli, come i diversamente abili e gli anziani, siano sottoposti al più presto alla somministrazione del vaccino. “-  ha dichiarato il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

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