Politica

Coronavirus, Renzi contro tutti

Napoli, 29 Marzo – In questa fase tragica italiana che ha visto, dall’inizio dell’epidemia, 92472 casi positivi, dei quali attualmente solo 70065 per effetto dei 12384 dimessi o guariti e dei 10023 decessi, nonostante i sacrifici che gli italiani stanno facendo nel seguire scrupolosamente le restrizioni provenienti dalle Istituzioni restando a casa, vi sono pareri di controtendenza che preferirebbero riaprire le attività e le scuole.

Uno di questi pareri è stato formulato dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, in una dichiarazione del quotidiano “Avvenire”: “…occorre riaprire le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio… Ciò perché non possiamo aspettare che tutto passi, perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame e perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus. Sono convinto che si debba lavorare in sicurezza, con la distanza sociale, con i guanti e le mascherine ma bisogna ripartire perché sennò l’Italia non riapre. Con il Covid purtroppo dovremo convivere per lungo tempo e dovremo costruire un mondo in cui c’è una nuova normalità”. Questa, a parer di tanti, rappresenta veramente un’uscita azzardata del Senatore Renzi, infatti su questa vicenda diversi personaggi della politica e della medicina hanno rilasciato dichiarazioni opposte e di cautela, proprio per la difficoltà del momento di contenere il virus.

Di questo avviso, ad esempio è l’epidemiologo e professore universitario Pierluigi Lopalco: “Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato. Dobbiamo essere cauti. Come facciamo a riaprire le scuole se non abbiamo dati né certezze? Non diamo false illusioni e speranze”. Praticamente il mondo scientifico è contrario alla riapertura delle scuole e ciò si evince anche dalle parole del famoso virologo Roberto Burioni: “Dobbiamo cominciare a pensare a una ripresa delle nostre vite: non possiamo pensare di stare in casa al fine di rimanere in casa per sempre. Però in questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve”.

 Il Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, in prima linea nelle attività di ricerca e formazione in campo sanitario, bacchetta Renzi con parole durissime: “Riaprire prima di Pasqua? Governo e Parlamento decidano quante vite umane vogliono sacrificare per far ripartire l’economia. Renzi dalla tragedia di Bergamo non ha imparato nulla”. Anche l’epidemiologo Gianni Rezza, sulla stessa linea: “Non possiamo tenere l’Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima gli effetti delle misure importanti messe in campo dal governo. Poi si possono studiare provvedimenti magari ‘stop and gò o misure complementari”.

Infine il virologo Fabrizio Pregliasco, professore dell’Università degli Studi di Milano: “Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E’ giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione dei morti che c’è stata in Lombardia”. Se da un lato il mondo medico ha risposto con tono duro alla proposta del Senatore Renzi, non ha fatto diversamente il mondo politico che viaggia di pari passo, mostrando la stessa intenzione. Ecco il leader di Azione Carlo Calenda: “Caro Matteo Renzi, la tua dichiarazione è poco seria. Potremo riaprire quando la curva inizierà a flettere seriamente. Altrimenti il lockdown sarà stato inutile e dovremo riapplicarlo al primo riaccendersi di un focolaio”.

Dalla Lega l’intervento da Facebook di Matteo Salvini: “Ho sentito qualche mio collega senatore proporre di riaprire tutto subito. Onestamente non mi sembra il momento”. Anche Gian Marco Centinaio appoggia la linea di Salvini: “Ancora una volta da Renzi una proposta che fa capire quanta incapacità di ascolto ci sia da parte sua. Mentre la comunità scientifica implora il ‘tutto chiuso’, lui lancia l’ennesima provocazione della disperazione. Lo invito a rispettare quella promessa che aveva fatto dopo le dimissioni da premier nel 2016”. Vito Crimi, capo politico dei pentastellati, commenta così a Skytg24: “Non vorrei che quella di Renzi sia di nuovo un’uscita del tipo ‘apriamo tutto’, ‘chiudiamo tutto’. Bisogna ragionare con intelligenza e progressione. Conte ha dimostrato di saper affrontare con moderazione e tempestività la questione”. Infine, le parole di Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu: “Su quali basi scientifiche il senatore di Italia Viva fa queste affermazioni? Non abbiamo bisogno di apprendisti stregoni irresponsabili”.


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