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Coronavirus, morte docente a Biella: il Piemonte sospende AstraZeneca

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Napoli, 14 Marzo – A seguito della morte, avvenuta nelle scorse ore a Biella, di un docente a cui nella giornata di ieri era stato somministrato il vaccino AstraZeneca, in attesa degli esiti dei riscontri per verificare l’eventuale nesso di causa, in via precauzionale il Commissario dell’area giuridico-amministrativa dell’unità di crisi della regione Piemonte, Antonio Rinaudo, ha disposto l’immediata sospensione su tutto il territorio regionale della somministrazione del vaccino AstraZeneca per accertamenti sul lotto coinvolto.

È stata subito convocata la commissione piemontese sulla farmaco-vigilanza per l’attivazione di tutte le procedure previste.  “Si tratta – specifica l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Genesio Icardi di un atto di estrema prudenza in attesa di verificare se esista un nesso di causalità tra la vaccinazione e il decesso. Ad oggi in Piemonte non era mai stata segnalata nessuna criticità particolare dopo la somministrazione dei vaccini”. 

Non c’è alcuna prova che tra le reazioni avverse del vaccino contro il Covid-19 di AstraZeneca possano esserci trombi o problemi di coagulazione sanguigna. Lo ha sottolineato un portavoce del gruppo anglo-svedese dopo che anche l’Irlanda ha sospeso la somministrazione del siero in seguito ad alcuni casi sospetti. “Un’analisi dei nostri dati sulla sicurezza che copre casi appurati dalla somministrazione di oltre 17 milioni di dosi del vaccino non ha mostrato prove di un aumento del rischio”, ha spiegato il portavoce, “di fatto, i numeri di questi eventi riportati dai pazienti che hanno ricevuto il vaccino di AstraZeneca sono inferiori a quelli che si sarebbero verificati naturalmente nella popolazione non vaccinata”. 

E’ atteso per questo pomeriggio l’arrivo degli ispettori del ministero della Salute per gli accertamenti sulla morte del sottufficiale della Marina militare Stefano Paternò, 43 anni, deceduto a Misterbianco (Catania) dopo essersi sottoposto alla prima dose di vaccino AstraZeneca. Secondo quanto comunicato gli ispettori dovrebbero recarsi oggi al 118 di Catania, domani saranno all’ospedale di Siracusa, ed infine alla base militare di Augusta. Non sarebbero previste altre tappe. 

Un’inchiesta è stata aperta dalla procura di catania su eventuali controindicazioni del vaccino AstraZeneca contro il Covid 19 su soggetti trombofilici. l’inchiesta, a carico di ignoti, ipotizza il reato previsto dall’articolo 443 del codice penale: “commercio o somministrazione di medicinali guasti o imperfetti “.

Lo scrive il quotidiano la Repubblica. “Stiamo verificando – dice il procuratore Carmelo Zuccaro se determinati soggetti trombofilici possano avere una predisposizione ad attivare alcuni fattori detonatori. Potrebbero esserci nel vaccino eventuali controindicazioni per alcune persone, controindicazioni che non sono state analizzate considerato il poco tempo a disposizione per la realizzazione del farmaco”.

Sono state già chieste informazioni alle procure che indagano su alcuni decessi. Ieri anche la procura di Gela  ha sequestrato la cartella clinica di una insegnante di 37 anni che si trova in gravissime condizioni per un’emorragia cerebrale e che aveva ricevuto il vaccino il primo marzo (un lotto diverso da quello ritirato dall’Aifa). Un altro caso su cui la procura indaga, che non ha però provocato la morte del soggetto vaccinato, è stato registrato a Catania.

Sempre a Catania ieri, oltre all’autopsia sul corpo di Stefano Paternò, il sottufficiale della Marina morto lunedì scorso 15 ore dopo essersi sottoposto alla prima dose del vaccino, sono state fatte analisi sul sangue e su alcuni organi prelevati (fegato e milza) dal corpo di Davide Villa, il poliziotto deceduto il 6 marzo, sedici giorni dopo il vaccino. Gli specialisti hanno avuto l’incarico di cercare appunto la “predisposizione genetica per trombofilia ereditaria (fattore V di Leiden), fattore II mutato, mutazioni sul gene MTHFR (varianti C677T e A1298C)”. 

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