Cronaca

Caso Saman, proseguono le ricerche dei carabinieri per trovare il corpo

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Novellara, 10 Giugno – Proseguono le ricerche dei carabinieri per trovare il corpo di Saman Abbas, la 18enne scomparsa a Novellara, nel Reggiano, da più di un mese. Oggi verrà ampliata l’area di ricerca e saranno verificati alcuni punti segnalati ieri dall’elettromagnetometro, attraverso escavazioni nel terreno. Ci saranno anche i militari del quinto Reggimento Carabinieri di Bologna a battere la zona. Inoltre, continueranno ad essere impiegate unità cinofile e saranno eseguiti nuovi carotaggi.

In particolare, si scaverà dove ieri l’elettromagnetometro ha individuato alcune anomalie nel terreno, tutte da verificare.  Si attende interrogatorio garanzia cugino di Saman estradato dalla Francia Si attende inoltre a breve la fissazione dell’interrogatorio di garanzia di Ikram Ijaz, il cugino della ragazza arrestato a Nimes e consegnato ieri ai Carabinieri dalla Polizia francese, ora detenuto nel carcere di Reggio. Indagato insieme ad un altro cugino, allo zio di Saman e ai genitori, tutti latitanti. Da lui gli inquirenti sperano di ottenere informazioni per ricostruire la dinamica dei fatti e per individuare il corpo della giovane.

Oggi l’ufficio di presidenza della Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato ha deliberato di avviare subito un’indagine sul caso della scomparsa di Saman Abbas, la ragazza appena maggiorenne di Novellara (Re) che gli inquirenti ritengono sia stata uccisa dallo zio perché rifiutava un matrimonio combinato. “E’ motivo di sgomento  – spiega la senatrice Valeria Valente, Presidente della Commissione  – che una giovane donna possa rischiare la fine che temiamo abbia fatto Saman Abbas, soprattutto dopo aver cercato di salvarsi, chiedendo ripetutamente aiuto alle istituzioni del nostro Paese”. 

 La vicenda di Saman Abbas “non ha assolutamente delle motivazioni di natura religiosa, ma rimanda a tradizioni ancestrali e tribali che sono state importate da contesti lontani, misogini e sessisti, contrari all’ordinamento giuridico italiano ed europeo”. E’ quanto si legge in una nota inviata ad Aki – Adnkronos International, firmata dal segretario generale del Centro Islamico Culturale d’Italia, Abdellah Radouane, e dal segretario generale della Confederazione Islamica Italiana, Abdellah M. Cozzolino. “Una catena di dolore, vergogna e disperazione. Una subcultura che viene da lontano e che su ‘codici d’onore’ disumani trova la forza bruta di ferire e perfino di uccidere. Violenza cieca che spinge a compiere delitti efferati e vigliacchi su donne ritenute come proprietà personale. Inciviltà delle relazioni familiari spesso dipinte con linguaggi e temi che del credente in Dio non hanno proprio nulla”.

Il “drammatico” caso di Saman, aggiungono, “non può essere interpretato e declinato ricorrendo a pareri religiosi, ma va esclusivamente inquadrato nella sua cornice criminale e giudicato con gli strumenti giuridici previsti dall’ordinamento italiano. Vogliamo costituirci parti civili”.   

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