Tumore del pancreas, nuove prospettive di cura dallo studio sul “carburante” delle cellule tumorali

Napoli, 28 Gennaio – Il modo in cui il tumore del pancreas produce energia può fare la differenza nella risposta alle cure. È questa una delle conclusioni più rilevanti di uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Medicina di Precisione dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, in collaborazione con il Policlinico Universitario, pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy, rivista del gruppo Nature con un impact factor tra i più alti a livello internazionale nel campo delle scienze biomediche.

La ricerca affronta uno dei principali enigmi del carcinoma pancreatico, una delle neoplasie più aggressive e con la prognosi peggiore: la sua marcata resistenza alle terapie. Al centro dello studio c’è il metabolismo tumorale, e in particolare la glicolisi, il processo con cui le cellule utilizzano il glucosio per produrre energia.

«Questo lavoro nasce dall’esigenza di comprendere in modo più profondo perché il tumore del pancreas sia così aggressivo e difficile da trattare», spiega Ugo Chianese, ricercatore dell’Ateneo Vanvitelli e tra gli autori dello studio. «Il metabolismo sta emergendo come una chiave fondamentale per interpretare il comportamento biologico di queste neoplasie».

Insieme a Rosaria Benedetti, professore associato dell’Università Vanvitelli, il gruppo di ricerca ha dimostrato che il tumore del pancreas non è metabolicamente uniforme. Al contrario, presenta una spiccata eterogeneità: non tutte le cellule tumorali sfruttano il glucosio allo stesso modo. Questa variabilità si traduce in differenze clinicamente rilevanti tra i pazienti.

«Abbiamo osservato che esistono modalità diverse di utilizzo del glucosio all’interno dei tumori pancreatici», sottolinea Benedetti. «Questa diversità metabolica può contribuire a spiegare perché alcuni pazienti rispondono meglio alle terapie rispetto ad altri».

Per arrivare a questi risultati, i ricercatori hanno adottato un approccio altamente innovativo, integrando tecnologie di sequenziamento spaziale a singola cellula con l’analisi di metaboliti e proteine. Sono stati utilizzati diversi modelli sperimentali, dai sistemi cellulari agli organoidi derivati da pazienti, fino ai modelli in vivo, analizzando un numero significativo di campioni.

Il risultato è una vera e propria mappa metabolica del tumore pancreatico, capace di collegare l’organizzazione spaziale delle cellule al loro comportamento energetico. «Per la prima volta siamo riusciti a mettere in relazione la disposizione delle cellule tumorali con specifiche traiettorie glicolitiche legate all’evoluzione della malattia», aggiunge Chianese.

Questa analisi ha permesso di stratificare i pazienti e di prevedere l’andamento clinico del tumore, aprendo la strada a una nuova classificazione basata sul metabolismo. Una prospettiva che potrebbe avere ricadute importanti in ambito clinico.

«I nostri dati indicano che i tumori con un’elevata attività glicolitica potrebbero essere particolarmente vulnerabili a strategie di inibizione metabolica», conclude Benedetti. «È un passo significativo verso terapie sempre più personalizzate, in una patologia che resta oggi tra le più difficili da affrontare». Lo studio rafforza così il ruolo della ricerca metabolica come frontiera promettente nella lotta contro il tumore del pancreas, offrendo nuove basi scientifiche per sviluppare trattamenti più mirati ed efficaci.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.