Spini di Gardolo, 16 Aprile – Il mese scorso, gli alunni delle classi 5UE del Liceo Rosmini di Trento e LES della sezione femminile della Casa Circondariale di Spini di Gardolo si sono incontrate con la scrittrice Michela Buonagura, autrice di Conto i passi. Storie di disamore. L’evento svoltosi all’interno della sezione femminile del carcere, è stato il momento culminante di un progetto lettura, organizzato dalle professoresse Lavinia Buonagura, Paola Zeni, Cristina Botter ed Eleonora Pedron, inserito in un percorso educativo volto a promuovere la consapevolezza tra i giovani sui temi della legalità, della democrazia e dei principi costituzionali.
Attraverso l’analisi del libro, una raccolta di 29 monologhi che danno voce a donne che hanno subito violenza fisica e psicologica, le lettrici e i lettori hanno avuto modo di confrontarsi su un tema purtroppo ricorrente: la violenza di genere. Le storie, seppur differenti nei contesti e nelle esperienze, condividono un filo conduttore comune di sofferenza, resistenza e speranza, mostrando come la violenza possa annidarsi anche nei gesti più quotidiani e negli affetti più intimi.
L’autrice, impegnata nella difesa dei diritti delle donne, ha dialogato il giorno 31 marzo 2025 con gli studenti sulla tematica, ponendo l’accento sulla persistenza di una visione errata del rapporto tra i sessi, che continua ad essere dominato dal patriarcato, legittimando spesso forme di violenza fisiche e psicologiche, che aumentano parallelamente all’accelerazione del processo di emancipazione femminile.
Gli studenti della classe 5UE accompagnati dalla prof.ssa Lavinia Buonagura, autrice del Progetto Lettura, e dalla responsabile dell’area educativa Lucrezia Aielli, sono entrati in contatto con una realtà separata dal loro mondo, attraversando un’esperienza imprescindibile per comprendere le dinamiche sociali e culturali che condizionano la vita di molte persone. L’incontro ha favorito una conversazione tra le studentesse detenute e gli studenti esterni, rivelandosi un momento interessante di riflessione e di crescita reciproca. Il confronto ha concesso agli studenti di entrare in contatto con le detenute desiderose di cambiare la loro vita, nonostante le esperienze amare che le hanno segnate.
Molte le riflessioni degli studenti, e un’allieva ha sottolineato come “la banalità del male è ciò che rende la violenza così diffusa e invisibile. Non arriva dal mostro sconosciuto ma dall’uomo che diceva di amare. È radicata nella nostra cultura, nei gesti quotidiani, nelle parole e giustificano, minimizzano, colpevolizzano. È il disamore, quello che trasforma l’amore in possesso, che toglie valore e dignità alle donne. È importante parlarne ma anche ascoltare perché questa non è soltanto la battaglia delle donne vittime di violenza ma di tutti noi”.
E Buonagura ha perciò evidenziato che “Un cambiamento profondo è necessario e deve coinvolgere sia uomini che donne, affinché siano smantellate convinzioni errate. Solo un cambiamento culturale potrà condurre alla liberazione dal pregiudizio e dalla violenza.” Gli studenti hanno dimostrato un grande interesse nel riflettere sul ruolo delle donne in una società che ancora lotta contro le disuguaglianze di genere e la violenza. Con l’opportunità della lettura del libro di Buonagura hanno avuto anche l’occasione di approfondire il tema del carcere, un mondo spesso descritto in modo falsato dai media. Il dibattito significativo, con le molteplici riflessioni, ha toccato anche temi come la pena, la rieducazione e il reinserimento sociale, che sono fondamentali per formare cittadini consapevoli. Un detenuto, accompagnato da un ufficiale della Polizia Penitenziaria, ha fatto presente la realtà del carcere in regime di semilibertà, portando alla luce la sua storia personale. Questo sistema permette ai detenuti d’impiegare parte della giornata fuori dal carcere per partecipare a lavori, utili al reinserimento sociale. L’incontro con la scrittrice Michela Buonagura e la testimonianza del detenuto hanno rappresentato un’esperienza significativa, lasciando un’impronta apprezzabile tra le studentesse e tutti i partecipanti.
Michela Buonagura è professoressa di lettere, di liceo, in pensione. È stata molto attiva nel diffondere un pensiero critico sulla società contemporanea, in particolare si è interessata di emancipazione femminile, di mettere in luce volti di donne, studiose, scienziate, letterate, matematiche, di cui oggi si parla, ma in passato non erano conosciute. È scrittrice e poeta, ha pubblicato il libro di poesie civili Viaggiamo fuori rotta e il libello Occasioni. Molti suoi racconti sono pubblicati in numerose riviste letterarie di spessore, e in tante antologie. Ha ricevuto premi e riconoscimenti. Ricordiamo il primo posto Napoli Cultural Classic, e sempre al primo posto il Premio Pulcinella bandito dal Concorso Museo di Acerra Premio Cesare Filangieri primo posto, Premio Speciale Infanzia dell’Associazione Marel Roma. Sono solo alcuni di una lunga serie. Conto i passi. Storie di disamore è stato presentato in numerosi paesi e città dal sud al nord dello Stivale.
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