La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale la norma regionale che avrebbe consentito al presidente della Campania un terzo mandato consecutivo. Al centro del verdetto, il rispetto dei principi fondamentali della legge statale.

Napoli, 10 Aprile – La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge approvata dalla Regione Campania che avrebbe permesso al presidente della Giunta regionale uscente di candidarsi per un terzo mandato consecutivo, nonostante avesse già ricoperto due incarichi consecutivi.

Secondo la Consulta, la norma – contenuta all’articolo 1 della legge regionale – aggira il principio del limite ai mandati stabilito dalla legge statale n. 165 del 2004. In particolare, la Regione aveva previsto che il computo dei mandati iniziasse dalla data di entrata in vigore della nuova legge, rendendo così inapplicabile il divieto per la prossima tornata elettorale.

Una forzatura, secondo la Corte, che contrasta con l’articolo 122, primo comma, della Costituzione, che impone alle Regioni di legiferare nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dallo Stato. Il divieto del terzo mandato consecutivo, sottolinea la Consulta, è uno di questi e si applica a tutte le Regioni ordinarie che abbiano optato per l’elezione diretta del presidente.

Nel corso dell’udienza, l’Avvocato dello Stato Ruggero Di Martino ha ribadito che “esiste chiarezza del dato normativo”, mentre Eugenio De Bonis ha evidenziato l’importanza del limite per garantire un ricambio fisiologico della leadership regionale.

Di diversa opinione i legali della Regione Campania, secondo cui la legge statale non sarebbe autosufficiente e necessiterebbe di recepimento da parte delle Regioni. Hanno anche sostenuto che la questione attenga più alla forma di governo che alla materia elettorale, sottolineando come solo lo Statuto siciliano preveda espressamente un limite ai mandati.

Il giudice costituzionale Giuseppe Patroni Griffi ha interpellato le parti, che hanno confermato le rispettive posizioni. Per l’Avvocatura dello Stato, il limite è già operativo; per la Regione Campania, invece, solo una legge costituzionale avrebbe potuto introdurre una simile restrizione.

Il verdetto della Consulta riafferma la supremazia della legge nazionale sui tentativi regionali di aggirarla, con implicazioni significative per il futuro politico in Campania e per la tenuta dei principi democratici nell’ordinamento regionale.

Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie.
 
SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa.