In occasione della Giornata degli Internati Militari Italiani, il sociologo Antonio Castaldo ricostruisce le vicende di quattro militari bruscianesi tra prigionia, lavoro forzato e lotta di Liberazione.

Brusciano, 21 Settembre – Brusciano, Città Metropolitana di Napoli, 20 settembre 2026, Giornata in Memoria degli Internati Miliari Italiani IMI Prigionieri nei Campi di Concentramento Germania durante la Seconda Guerra Mondiale. In Italia dopo la “Marcia su Roma” del 28 ottobre 1922 da parte della Camice Nere del Partito Nazionale Fascista, il Re Vittorio Emanuele III non firmava lo “Stato d’Assedio” proposto dal Governo in carica e perciò il Presidente del Consiglio dei Ministri, Luigi Facta, si dimise. Il 30 ottobre il Re convoca Mussolini a Roma per affidargli l’incarico della formazione del nuovo Governo. Il 31 ottobre 1922 con il giuramento di Benito Mussolini inizia il il ventennio fascista. Il 1° settembre del 1939 la Germania invase la Polonia. Il Regno d’Italia restò neutrale fino al 10 giugno del 1940 quando con il discorso di Palazzo Venezia in Roma Mussolini annunciava l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Tre anni dopo, il 24 luglio ’43, il Gran consiglio a maggioranza dei membri approvò nella notte l’ordine del giorno Grandi poneva fine al regime fascista costringendo Mussolini a rimettere i suoi poteri nelle mani del Re il quale lo fece poi arrestare il 25 luglio 1943 e nominò al suo posto il Generale Pietro Badoglio.

Il giorno 8 settembre 1943, alle ore 19.45, il generale Badoglio diede alla radio la notizia dell’avvenuto Armistizio con gli Alleati Inglesi ed Americani. L’Italia inizialmente illusa dalla guerra dovette aspettare la primavera del 1945 per dare il benvenuto alla Pace. Intanto l’Esercito Italiano si trovò dopo l’8 Settembre al fianco dei soldati della Wehrmacht tedesca non più come alleati ma come nemici da catturare. Alle 5 del mattino del 9 settembre 1943 la famiglia reale, Badoglio, Acquarone, i generali Ambrosio e Roatta, lasciarono Roma per scappare a Brindisi che divenne per alcuni mesi sede divenne sede del governo e Capitale d’Italia. L’irreperibilità dei vertici dello Stato dal 9 all’11 settembre, l’assenza di aiuti e di coordinamento dell’Esercito alimentarono incertezza e senso di abbandono generale.

I divenuti occupanti tedeschi nel Centro e Nord dell’Italia catturarono almeno 800.000 soldati Italiani. Il 20 settembre 1943 Adolf Hitler decretò la perdita del loro status di prigionieri di guerra trasformandoli in Italienische Militärinternierte, Italiani Militari Internati, IMI, privandoli delle tutele della Convenzione di Ginevra e della Croce Rossa. Mussolini il 23 settembre 1943 annunciò la nascita della Repubblica Sociale Italiana con sede governativa a Salò sul Lago di Garda sotto il controllo militare della Germania nazista.

E così agli 800.000 italiani catturati dai tedeschi venne proposto di continuare la guerra al fianco dei tedeschi aderendo alla Repubblica di Salò rimanere prigionieri nei campi soggetti a pessime condizioni di vita e al lavoro forzato per sostenere l’economia di guerra della Germania. Circa 130 accettarono l’adesione alla RSI mentre 650.000 affrontarono fino al 1945 con circa 50.000 perdite, il loro destino di IMI e testimoni di Resistenza passiva tenendo fieramente alta l’appartenenza all’Italia.

In Italia sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 25 del 31 gennaio 2025 veniva pubblicata La Legge 13 gennaio 2025, n. 6  con la quale veniva istituita la “Giornata degli Internati Italiani nei Campi di Concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale”  da celebrarsi il 20 Settembre di ogni anno.

Per il 20 settembre 2026 il sociologo Antonio Castaldo e Giuseppe Pio Di Falco per l’assistenza sul web, pubblicando video per IESUS, Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, e Associazione “Umanitas Viva” di Napoli, alla luce delle sue continue ricerche di storia sociale rendono omaggio memoriale a quanti patirono quel periodo storico raccontando quattro casi, con differenti sviluppi dopo l’8 Settembre 1943, degli allora militari cittadini di Brusciano.

Il primo caso è quello riguardante la tragica vicenda di Francesco Iannelli (Brusciano 11.8.1922-Germania 20.1.1945) IMI morto sotto una trave al lavoro forzato in una miniera di Kleinbulten. Per 70 anni i familiari teneva la sua foto sul loculo di famiglia, senza il suo corpo, al Cimitero di Brusciano. Colui che genericamente veniva considerato un disperso in guerra alla fine del 2012 veniva individuato dal ricercatore sociale Antonio Castaldo, grazie anche ai contati col sito web “I Dimenticati di Stato” di Roberto Zamboni, nella sepoltura del Riquadro 4, Fila Z, Tomba n.  63 al Cimitero Militare d’Onore di Amburgo, https://www.youtube.com/watch?v=x-jod0KKFIc.

Il caso è quello dell’IMI Carmine Crispo (Cicciano 3.8.1922-Brusciano 22.9.2005) tornato a casa a Cicciano, poi stabilitosi a Brusciano come fotografo e pittore, dopo 35 anni ritornava in Germania sui luoghi dove era stato prigioniero di guerra con il numero 79777 del Lager n. 147  di Gevelsberg e lavoratore coatto ad Altenvoerde nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Antonio Castaldo ha riscontrato sia il Lager di Gevelsberg, nell’elenco del sito web https://www.schiavidihitler.it/pagine_ricerca/lager_risposta.asp in posizione numero 2810 sia la parte finale dell’esperienza da IMI di Carmine Crispi che negli archivi di Arolsen risulta dal 10 settembre 1944 al 12 aprile 1945 essere stato occupato presso la fabbrica August Bilstein di Ennepetal, Arolsen Archives – International Center on Nazi Persecution

Del materiale fotografico ed audiovisivo concesso dalla famiglia Crispo, in particolare la gentile Signora Giuliana, è possibile fruire di una sintetica presentazione, in attesa di una compita elaborazione per una futura pubblicazione, https://www.youtube.com/watch?v=Z74KQpvPtac.

Il terzo caso riguarda un militare che all’indomani dell’8 settembre 1943, sfuggito alla cattura continuò a battersi dal versante della Resistenza per la Liberazione dell’Italia dalle occupanti truppe tedesche. Domenico Travaglino (Brusciano 3.5.1922-15.2.2006) tra la fine del 1941 e l’inizio del 1942 frequentò la Scuola Paracadutisti di Livorno. Inviato in Africa Settentrionale combatté insieme ai tedeschi contro gli inglesi. Il suo Battaglione di 500 soldati subì l’80% delle perdite. All’indomani dell’8 Settembre 1943 operò in Abruzzo. Alla fine del 1943 ad Ardenza Mare fu ferito durante un combattimento e per questo dopo qualche tempo si ritrovò una gamba amputata. Terminata la Seconda Guerra Mondiale svolse integerrimo servizio come funzionario pubblico, https://www.youtube.com/watch?v=8rQ_RbQhSSs.

Il quarto caso riguarda un bruscianese attivo nella Lotta di Liberazione in Piemonte. Secondo l’Istituto Storico della Resistenza di Torino furono 7922 i Partigiani in azione in Piemonte provenienti dalle regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Sardegna e Campania. Fra loro combatté con nome di battaglia “Sbarazzino” il Partigiano Emanuele Esposito, nato a Brusciano il 3 gennaio 1920 Sottotenente dell’Aviazione che a fine guerra si stabili a Castellammare di Stabia. Lo ritroviamo citato nell’opera di ricerca “Meridionali e Resistenza Il Contributo del Sud alla Lotta di Liberazione in Piemonte 1943-1945” come già ricordato qualche anno fa, https://www.sciscianonotizie.it/brusciano-ricordo-di-emanuele-esposito-partigiano-bruscianese-in-piemonte/.

Per il sociologo Antonio Castaldo «Grazie ad una costante ricerca di storia sociale porto a conoscenza solo alcuni casi raccolti per preservare la memoria di quanti si sono sacrificati per la Patria la Libertà e la Pace. Valori che vanno continuamente difesi nel rispetto della Costituzione dell’Italia Repubblicana e della serena convivenza fra popoli e culture».

1. Iannelli Francesco Brusciano NA 11.8.1922 Germania 20.1.1945
Iannelli-Francesco-Brusciano-NA-11.8.1922-Germania-20.1.1945
2. Carmine Crispo Militare in Grecia 1942
Carmine Crispo Militare in Grecia 1942
3. Archivi di Arolsen
Archivi di Arolsen
4. Carmine Crispo IMI e Soldati tedeschi Germania 1945
Carmine Crispo IMI e Soldati tedeschi- Germania 1945
5. Famiglia Crispo De Palma Cicciano NA 1954
Famiglia Crispo De Palma- Cicciano NA 1954
6. Domenico Travaglino Parcadutista II Guerra Mondiale
Domenico Travaglino-Parcadutista-II Guerra Mondiale
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Antonio Castaldo

Sociologo e giornalista

“Pensare, Scrivere, Partecipare nella Libertà con Responsabilità”