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Brusciano, 25 Aprile Festa della Liberazione nel 75° Anniversario

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Brusciano, 25 Aprile – In Italia, la Liberazione dal nazifascismo iniziava con le “Quattro Giornate di Napoli” dal 27 al 30 settembre 1943 quando i napoletani, primi in Europa, scacciarono gli occupanti tedeschi dalla città, e si concludeva il 25 aprile 1945, quando Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica, allora partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale, da Radio Milano Libera lanciava questo appello: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”, mentre i tedeschi si mettevano in fuga.

Anche a Brusciano è stata celebrata la Festa della Liberazione d’Italia dal Nazifascismo. Il Sindaco, Avv. Giuseppe Montanile, dopo aver fatto affiggere il manifesto del Comune di Brusciano “25 Aprile 2020 Festa della Liberazione 75° Anniversario …ora e sempre Resistenza” con la citazione della frase “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare” di Pietro Calamandre, ha invitato tutti i cittadini a partecipare idealmente alla programmata cerimonia commemorativa del 25 Aprile, pur restando a casa, #RestiamoAcasa #RestiamoLiberi, in questo modo: «Anche nella difficile situazione attuale causata dal COVID-19, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale promuovono la celebrazione del 75° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, condividendo il patrimonio di valori e conoscenza storica, nonché il sacrificio di coloro che immolarono la propria vita per la libertà; il sacrificio di tantissimi italiani deve essere da monito per migliaia di giovani, a strenua difesa della pace, della convivenza civile e della difesa dei valori universali dell’umanità. Deporrò una corona presso il municipio vecchio alle ore 10:00, l’artista Rocco Di Maiolo concluderà la cerimonia con esibizione musicale». L’eclettico sassofonista, Rocco Di Maiolo, ha suonato l’Inno Nazionale e Bella Ciao, mentre il Sindaco Montanile nel celebrare «la Festa di tutti, della libertà, della dignità e democrazia. In questo giorno i partigiani liberavano l’Italia dal nazifascismo» ha sottolineato, per l’emergenza sanitaria in atto, come «proprio in questo periodo scopriamo l’importanza di un sistema sanitario nazionale a tutela dei diritti fondamentali che quei partigiani ed i padri costituenti ci hanno consegnato nella nostra Costituzione. Il diritto alla salute, alla salute pubblica nell’interesse dei cittadini e del bene comune» infine il Primo Cittadino ha ricordato la morte di “un giovane di 97 anni” Aldo Masullo (Avellino 12.4.1923-Napoli 24.4.2020) filosofo fra i più grandi pensatori del Novecento.  L’intera cerimonia è stata trasmessa con una diretta Facebook sulla pagina FB del dello stesso Sindaco Montanile come è possibile visionare nella sua completezza all’indirizzo https://www.facebook.com/Peppemontanile/videos/234444570992977/.

Sempre via social, nella condivisione generale dei contenuti e dei valori ricordati nella giornata del 25 Aprile in Italia, a Brusciano si è espresso anche il Presidente dell’associazione socio-culturale “Riscossa Bruscianese, Dott. Carminantono Esposito, che siede pure in Consiglio Comunale a guida della minoranza.  Il suo messaggio, postato sulla sua pagina FB https://www.facebook.com/carminantonioesposito/ è qui di seguito integralmente riportato: «25 Aprile 1945-25 Aprile 2020. Oggi si celebra il 75esimo anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista. Il popolo italiano, una volta conquistata la libertà con le armi, scrisse la nostra costituzione repubblicana che solennemente dichiara connotati identitari dell’Italia la tutela dei “diritti inviolabili dell’uomo” e “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Questi valori animarono il comune sentire di tutti i partigiani laici e religiosi, nonostante la diversità delle loro fedi politiche. Tali principi, che richiedono una più intensa attuazione in questo eccezionale periodo di funesta diffusione del covid 19, rappresentano la bussola per coloro che sono investiti di cariche elettive: una qualsiasi deviazione costituisce un vile tradimento del mandato democratico ed un imperdonabile oltraggio alla memoria dei partigiani che, con il loro sangue, ci donarono la libertà di cui oggi godiamo. L’impegno politico è servizio per la collettività da svolgere con trasparenza ed imparzialità nella consapevolezza che essenziali per la tutela della dignità umana sono non solo le libertà pubbliche ma anche i diritti sociali, primo fra tutti il diritto al lavoro. In questa prospettiva un compito difficile ma gratificante è affidato alla scuola chiamata a formare le coscienze delle future generazioni, le quali vanno educate al culto delle libertà democratiche e delle autonomie locali che ripudiano atteggiamenti padronali nella gestione della cosa pubblica. La memoria della lotta partigiana va difesa con laica religiosità affinché nessuno dimentichi la “potenza dell’idea di libertà” che guida il destino dell’umanità. Resti indelebile nel cuore e nella mente di ogni uomo l’episodio (citato da P. Calamandrei) “dell’adolescente che, condotto alla fucilazione, si rivolse all’improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo e lo baciò con un sorriso fraterno, dicendogli: muoio anche per te, viva la Germania libera”».

Nel terminare questo report, il sociologo e giornalista, Antonio Castaldo, vuole ricordare Guido De Ruggiero (Napoli 23.3.1888-Roma 29.12.1948) «anch’egli, sia pure prematuramente scomparso, diede il suo apporto alla nascita dell’Italia democratica, repubblicana. Fu antifascista, storico della filosofia, docente universitario, firmatario nel 1925 del “Manifesto degli intellettuali antifascisti”, stilato da Benedetto Croce. Fra le tante sue opere ricordiamo la grandiosa Storia della filosofia in 13 volumi, divulgata tra il 1918 e il 1948, e la bellissima   Storia del liberalismo europeo pubblicata nel 1925, pubblicate con Laterza. Destituito dall’insegnamento venne poi arrestato ,1942 e liberato con la caduta di Mussolini, 1943. Nel 1944 in rappresentanza del Partito d’Azione, divenne Ministro della Pubblica Istruzione del Governo Bonomi II. Riposa nella cappella gentilizia De Ruggiero, nel Cimitero Comunale di Brusciano, insieme ai suoi cari fra cui il genero Renzo De Felice, (Rieti, 8 aprile 1929-Roma, 25 maggio 1996) storico, accademico e studioso del fascismo». Questo è l’epitaffio dettato da Croce che si legge sulla tomba di Guido De Ruggiero «Dalla cattedra e con gli scritti indagò nella storia del pensiero la potenza di libertà costruttrice del mondo degli uomini, e, auspicando in tempi oscuri il ritorno alla ragione, fu alle nuove generazioni d’Italia maestro ed apostolo di fede nell’umanità». Dall’archivio storico Luce possiamo vedere il documentario del suo funerale https://www.youtube.com/watch?v=qQdDlvLVU_0.

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