Pomigliano d’Arco, 25 Agosto – Sui binari non passeranno treni, ma onde sonore. Venerdì 5 settembre la stazione della Circumvesuviana di Pomigliano d’Arco si trasforma in un luogo sospeso, dove ferro e cemento diventano scenografia di un viaggio musicale. È qui che la XXX edizione del Pomigliano Jazz Festival accoglierà due protagonisti d’eccezione: Davide “Boosta” Dileo, anima e tastierista dei Subsonica, e Adrian Sherwood, padre nobile del dub inglese.
Un palco allestito là dove ci si aspetta il rumore dei convogli: al suo posto, un pianoforte a coda e una postazione elettronica, strumenti scelti da Boosta per disegnare traiettorie intime e ardite. La sua performance, che inaugurerà la serata alle 20.30, non è un semplice concerto, ma una narrazione sonora che invita il pubblico a perdersi in una dimensione nuova, tra confessione e sperimentazione. In esclusiva per la Campania, Boosta presenterà Soloist, l’album uscito in primavera per Sony Music: un lavoro che mescola raffinatezza classica e tensione contemporanea, riflesso di una ricerca personale e visionaria.
Poi sarà il turno di Fire, il progetto che Sherwood porta in scena con i musicisti Ivan Bert, Gianni Denitto, Marco “Benz” Gentile e FiloQ, arricchiti dalle visioni digitali di Riccardo “Akasha” Franco-Loiri. Un rito collettivo che intreccia elettronica, dub, jazz, field recordings e visual art per indagare la più antica e insieme la più attuale delle forze: il fuoco. Fiamme reali e simboliche, raccontate da immagini che attraversano epoche e culture fino ad approdare al presente, segnato dal bruciare inesorabile del progresso tecnologico.
A chiudere, ancora Sherwood, questa volta dietro la consolle, con un dj set che porta con sé l’eco del suo nuovo lavoro discografico, The Collapse of Everything. Uscito appena il 22 agosto, a tredici anni dal precedente, è un mosaico di suoni che conferma la sua vocazione a far convivere stili e mondi lontani.
La XXX edizione di Pomigliano Jazz non sceglie semplicemente artisti e location: inventa un nuovo modo di abitare lo spazio urbano attraverso la musica. I binari della Circumvesuviana diventano metafora di un viaggio che non porta altrove, ma dentro: nelle pieghe del suono, nelle radici di linguaggi diversi, nell’incrocio tra tecnologia e intimità, tra rito arcaico e avanguardia digitale. Per una notte, la stazione di Pomigliano non sarà più un luogo di attesa, ma di rivelazione: un crocevia di energie, visioni e identità. E quando l’ultima nota del dj set di Sherwood si dissolverà nell’aria, resterà l’impressione di aver assistito a qualcosa di irripetibile: non solo un concerto, ma un’esperienza capace di trasformare il quotidiano in un paesaggio immaginifico.
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