Marigliano, 4 Luglio – In un periodo in cui migliaia di operatori sanitari hanno lottato con coraggio contro la pandemia, anche a costo della propria vita, restano in servizio i dipendenti dell’ASL Napoli 3 Sud – in particolare nel Distretto Sanitario 48 di Marigliano – indagati o imputati per gravi reati, tra cui truffa, commessa proprio durante l’emergenza sanitaria. Secondo le informazioni disponibili, il Tribunale di Nola ha rinviato la prossima udienza al 9 dicembre 2025, mentre molti degli inquisiti avrebbero già ottenuto o starebbero ottenendo il beneficio della “messa alla prova”, misura introdotta dalla riforma Cartabia che, pur estinguendo il reato al termine del percorso, rappresenta di fatto un’ammissione di responsabilità rispetto a quanto contestato dalla Procura sulla base delle indagini svolte dai NAS. Scatta la protesta .
“Temiamo che tali misure alternative vengano scontate in modo fittizio presso strutture riconducibili ad amici o familiari, con evidenti rischi di elusione della pena. Nonostante l’entità delle contestazioni e l’allarme lanciato dalle inchieste giudiziarie”. Che fa la direzione strategica dell’ASL? Non ha disposto i trasferimenti, le sospensioni disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti? In tanti continuano a ricoprire ruoli di rilievo, con accesso a funzioni delicate e strategiche. Tra i casi più eclatanti: • Un funzionario amministrativo, già segnalato per numerosi episodi di assenteismo, continuerebbe a dirigere mantenendo il controllo diretto anche sul sistema informatico. • Un dipendente attualmente indagato ricoprirebbe da oltre vent’anni lo stesso ruolo senza mai essere stato avvicendato, in evidente violazione delle normative sulla rotazione obbligatoria previste dalla legge anticorruzione. • Lo stesso soggetto avrebbe legami di parentela con un altro dipendente coinvolto nelle indagini, attualmente in servizio. • Un assistente sociale, nonostante gravemente contestata per plurimi episodi di irregolarità e pur risultando moglie e madre di due medici, continua a far parte stabilmente delle commissioni per l’invalidità civile. • Infine, ex dipendenti politicamente esposti, anch’essi sottoposti a indagini, continuano a frequentare quotidianamente gli uffici del distretto e della medicina legale con potenziale compromissione dell’azione amministrativa e della neutralità delle procedure.
Nessun intervento sarà adottato per garantire il rispetto della legge? I denuncianti scrivono: “Rivolgiamo dunque un appello urgente alla direzione strategica dell’ASL Napoli 3 Sud, all’ANAC e alle autorità competenti, affinché si proceda applicando la legge nei confronti di tutti i dipendenti coinvolti nei procedimenti giudiziari, fino alla definizione delle rispettive responsabilità”. Un appello anche alla società civile e ai cittadini: “di continuare a tenere alta l’attenzione su questa vicenda, che rischia di minare la fiducia nelle istituzioni e di infangare il sacrificio e la dedizione della stragrande maggioranza degli operatori onesti. La legalità non è un principio astratto, ma una battaglia concreta: è la battaglia di tutti”.
Anita Capasso
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