Roma, 17 Agosto – È morto ieri sera, a 89 anni, Pippo Baudo, volto simbolo della televisione italiana. Nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno 1936, con oltre sessant’anni di carriera alle spalle Baudo è stato per intere generazioni il conduttore per eccellenza, capace di attraversare epoche, linguaggi e mode restando sempre un punto di riferimento per il pubblico.

L’ultima apparizione pubblica risaliva allo scorso settembre, alla festa per i 90 anni di Pierfrancesco Pingitore, quando era stato fotografato sorridente, seppure in sedia a rotelle, circondato da amici e colleghi.

Una carriera da record – Baudo resta il conduttore con più edizioni del Festival di Sanremo: tredici, di cui cinque consecutive dal 1992 al 1996, un primato condiviso solo con Mike Bongiorno e Amadeus. Il legame con la kermesse musicale è stato fortissimo sin dal debutto nel 1968, fino all’ultima conduzione del 2008.

La sua carriera ha collezionato oltre 150 programmi, da Settevoci a Canzonissima, da Fantastico a Domenica In, fino a Novecento e Serata d’onore. Non solo showman, Baudo è stato anche talent scout: ha lanciato artisti come Laura Pausini, Lorella Cuccarini, Andrea Bocelli, Giorgia, Eros Ramazzotti, Gigi D’Alessio e molti altri. Non mancarono i rimpianti, come quello di non aver mai lavorato con Raffaella Carrà o di aver scartato al provino un giovanissimo Fiorello.

La sua figura di conduttore colto e garbato ha contribuito a rendere la televisione italiana anche un luogo di cultura, dando spazio a scrittori, registi e intellettuali nei suoi programmi.

Il 22 settembre 2021 il presidente Sergio Mattarella lo insignì dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il massimo riconoscimento dello Stato. Nel 2019 la Rai gli dedicò lo speciale Buon Compleanno… Pippo per festeggiare i suoi 60 anni di carriera.

Nella sua vita privata Baudo ebbe cinque grandi legami, tra cui il matrimonio con la soprano Katia Ricciarelli, celebrato nel 1986 e concluso con il divorzio nel 2007. Ebbe due figli, Alessandro e Tiziana.

Non mancarono momenti controversi: dall’attentato dinamitardo alla sua casa in Sicilia nel 1991, dopo un suo intervento contro la mafia, alle polemiche di Fantastico 7 nel 1986 che coinvolsero politica e relazioni internazionali. Rimangono celebri anche alcuni episodi legati a Sanremo, come il monologo di Roberto Benigni che suscitò persino un’interrogazione parlamentare.

Baudo amava profondamente la musica – soprattutto l’opera lirica, che sognava di dirigere da giovane – e considerava il pianoforte il suo compagno di vita. La sua passione per lo spettacolo e l’instancabile curiosità lo hanno reso per il pubblico “Superpippo”, simbolo di una televisione popolare ma raffinata, capace di unire leggerezza e cultura. Con la sua scomparsa, la televisione italiana perde non solo un protagonista, ma un pezzo della sua stessa storia.

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