Acerra, 15 Febbraio – “Grazie, amara terra mia di Acerra, perché stai vivendo la tua passione come quella del Crocifisso che porti in processione il Venerdì Santo.” Sono parole forti e cariche di dolore quelle pronunciate dal vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, a commento delle recenti dichiarazioni di Roberto Fico (M5S) sulla necessità di chiudere l’unico inceneritore della Campania.

Il presule ha espresso amarezza per la mancanza di “tenerezza e compassione” nei confronti della città, che da anni sostiene da sola il peso dello smaltimento dei rifiuti regionali, pagando – ha sottolineato – un prezzo altissimo in termini di vite umane.

“È mancata soprattutto da parte di chi non vive nella città dell’inceneritore e non è colpito da lutti familiari una parola di compassione, di solidarietà ad Acerra”, ha dichiarato Di Donna. “Mi sarei aspettato, soprattutto da chi vive nella grande metropoli di Napoli, dalla quale proviene la maggior parte dei rifiuti che bruciano nell’inceneritore, una parola di tenerezza, che io, nel mio piccolo, ho tentato di formulare.”

Il vescovo ha ribadito il suo appello con parole che suonano come una preghiera e un’accusa: “Grazie, città di Acerra, perché porti da sola, in Campania, un peso così grande. Grazie, amara terra mia, città crocifissa, sacrificata sull’altare della ragion di Stato o di Regione. Perdonaci, se continuiamo a dirti: ‘Arràngiati, così deve andare’. Perdonaci se non sappiamo trovare altre soluzioni per la questione dei rifiuti. Perdonaci, Acerra: te lo chiediamo per i tuoi figli, giovani e adulti che sono morti a causa dell’inquinamento.”

Di Donna ha concluso con un messaggio di speranza per il futuro: “Non rassegnarti, città santa, non perdere la speranza. Verranno giorni in cui il più giovane dei tuoi figli morirà a 100 anni. Verranno giorni in cui l’aria sarà respirabile e non ci saranno più camion diretti all’inceneritore. Cara, povera Acerra, ti amiamo.”

Un grido accorato, quello del vescovo, che riaccende il dibattito sulla gestione dei rifiuti in Campania e sulla necessità di un maggiore senso di responsabilità e solidarietà da parte dell’intera regione.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.