Sindacati uniti a Napoli per il Primo Maggio. Manfredi: il lavoro è dignità. Dalla Regione l’impegno su salute e sicurezza.

Napoli, 1 Maggio – In piazza Municipio non è stata soltanto la tradizionale celebrazione della Festa dei Lavoratori, ma una vera e propria chiamata collettiva contro precarietà, salari insufficienti e mancanza di tutele. A Napoli, Cgil, Cisl e Uil hanno scelto di vivere il Primo Maggio all’insegna dell’unità sindacale con una manifestazione partecipata da lavoratori, pensionati e rappresentanti istituzionali, rilanciando dal cuore della città una piattaforma comune: restituire dignità al lavoro. La mobilitazione si inserisce nel programma nazionale promosso dai tre sindacati con il tema “Uniti per un lavoro sicuro”, che nel capoluogo campano ha avuto come scenario simbolico piazza Municipio, preceduta dall’omaggio alla memoria dell’operaio Salvatore Renna, morto nel 2014 durante i lavori della metropolitana proprio nell’area della piazza.

Sul palco e tra i manifestanti, il messaggio è stato netto: il lavoro non può più essere sinonimo di incertezza. A scandirlo con forza è stata la segretaria generale della Cisl Napoli, Melicia Comberiati, che ha indicato la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche occupazionali. «Dalla piazza di oggi deve partire un messaggio chiaro: basta lavoro povero, basta lavoro senza diritti. Serve rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, contrattualizzato», ha affermato, sintetizzando il senso politico della giornata. Non una semplice denuncia, ma la richiesta di invertire una tendenza che da anni vede crescere forme di occupazione frammentata, precaria e spesso sottopagata, soprattutto nel Mezzogiorno.

Accanto ai sindacati, anche le istituzioni cittadine hanno voluto dare un segnale di vicinanza. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha preso parte alla manifestazione ribadendo il valore sociale del tema lavoro: «Il lavoro rappresenta la dignità, rappresenta la libertà, rappresenta i diritti delle persone e delle famiglie». Parole che hanno rafforzato il tono di una mattinata in cui il nodo occupazionale è stato presentato non soltanto come questione economica, ma come elemento centrale della coesione democratica e della stabilità sociale.

Più marcatamente politico l’intervento del segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che a margine della manifestazione ha chiamato in causa direttamente l’esecutivo nazionale. «Temiamo che in questo Paese il governo di destra non voglia affrontare il tema della precarietà», ha dichiarato, denunciando quella che secondo il sindacato sarebbe una sostanziale assenza di risposte strutturali sul fronte del lavoro stabile, dei rinnovi contrattuali e delle garanzie per i giovani. Un’accusa che si inserisce in un clima di crescente tensione tra organizzazioni sindacali e Governo sulle politiche del lavoro.

Sulla stessa linea il segretario generale della Uil Napoli e Campania, Giovanni Sgambati, che ha allargato il discorso al tema della legalità e delle retribuzioni. Per Sgambati, parlare di lavoro dignitoso significa anzitutto assicurare l’applicazione piena dei contratti nazionali, salari adeguati e un sistema di tutele capace di arginare il lavoro nero e l’illegalità diffusa che continua ad attraversare vaste aree produttive del territorio campano. Il riferimento è a una realtà dove la fragilità occupazionale spesso si intreccia con sfruttamento, sommerso e assenza di sicurezza.

Ed è proprio la sicurezza uno dei punti più sensibili rilanciati dalla piazza napoletana. Non a caso la manifestazione è stata aperta dal ricordo di una vittima del lavoro e ha insistito più volte sulla necessità di fermare la scia di incidenti che continua a segnare i cantieri e le fabbriche italiane. Un tema raccolto anche dalla Regione Campania, presente con l’assessora alla Formazione e al Lavoro, Angelica Saggese. Dal palco è stata annunciata, insieme al presidente della Regione, Roberto Fico, la firma di una nota congiunta che definisce la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro «una priorità assoluta dell’azione di governo della Regione Campania». Nello stesso documento è stato assicurato il rafforzamento delle azioni regionali di prevenzione e controllo, con l’obiettivo di intervenire in modo più incisivo sui contesti produttivi a rischio.

Il Primo Maggio napoletano si chiude così con un doppio messaggio: da una parte la denuncia di un mercato del lavoro che continua a produrre precarietà, bassi salari e diritti intermittenti; dall’altra la richiesta, condivisa da sindacati e istituzioni locali, di un patto nuovo fondato su contratti regolari, sicurezza e occupazione di qualità. Da piazza Municipio, dunque, non è arrivata soltanto una celebrazione simbolica, ma la fotografia di un disagio sociale che nel Sud resta profondo e che i sindacati chiedono di trasformare in agenda politica concreta.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.