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Napoli, Università Suor Orsola Benincasa: Alberto Angela archeologo ad honorem

Napoli, 27 Giugno  – Nella Sala degli Angeli, l’antica chiesa seicentesca impreziosita da cinque grandi tele d’autore da alcuni dei più celebri pittori napoletani del XVII sec., dal Malinconico al Vaccaro, Alberto Angela ha ricevuto la laurea ad honorem in Archeologia per le sue “capacità di sintesi tra competenza e comunicazione”. Riconoscimento prestigioso per Alberto Angela; in passato aveva ricevuto le cittadinanze onorarie di Napoli e Pompei.  Pochi giorni or sono la laurea honoris causa in archeologia all’Università Suor Orsola Benincasa.

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Alberto Angela già laureato, in Scienze naturali, all’Università la Sapienza di Roma, specializzato in paleontologia e in paleoantropologia in alcune università americane, ormai la città di Napoli è divenuta, per lui, qualcosa di speciale. A Pompei, Angela ebbe le sue prime esperienze nel settore dell’archeologia. Datato 1993 l’anno nel quale s’interessò del sito archeologico e che l’ha visto protagonista.  Un luogo “prodigioso” che l’ha proiettato nel campo della divulgazione archeologica. Si tratta di un riconoscimento importante, perché Alberto Angela è uno dei maggiori studiosi, divulgatore di maggior prestigio; “ ha ricevuto la laurea ad honorem per quello che ha dato verso i valori della conoscenza scientifica e i metodi della trasmissione del sapere nell’era dei nuovi media.”. A conferire il titolo è stato Antonio De Simone, l’archeologo con cui lo studioso ha iniziato il suo percorso. “Un cammino nella storia è un cammino nell’uomo” si detto nel corso dell’incontro.

Il conferimento della laurea magistrale Honoris causa in Archeologia ha visto la presenza del Rettore dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa, Lucio D’Alessandro che ha curato l’introduzione all’evento; la presentazione di Antonio De Simone e la Laudatio di Emma Giammattei, Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche, nella lectio “ Raccontare l’antico. Immagini e storie dell’archeologia. Il prof. Antonio De Simone nel corso del suo intervento, tra altro, afferma: piace ricordare il profilo di ricercatore e di studioso; i meriti professionali sono noti a tutti! Cosciente valorizzazione del patrimonio culturale; è, la conoscenza, il trasformarsi di rudere in monumento e intonaco in pittura.

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È in tal modo che la materia diventa segno della storia! Alberto Angela nella conclusione della cerimonia afferma, tra altro, nella sua umiltà, di non meritare tutto questo e di aver avuto solo la fortuna di avere un mezzo che comunica la conoscenza. “ L’altra fortuna è di vivere in un paese che ti da tanto!  Ti regala tanti mondi da poter raccontare! Come un’astronave alla velocità della luce e che ti porta in tante galassie da raccontare”. “Ecco il perché mi sento tanto umile nel ricevere questa laurea e mi sento di rappresentare tante persone che in questo momento stanno lavorando per fornire a noi la conoscenza! Voglio dedicare a loro; quello che io racconto, si basa sul lavoro di altri! “. Ha ricordato gli scavi effettuati a Pompei; di come porsi delle domande anche le più semplici; dei suoi libri che abbiamo scritto! testi che sono adatti anche per la scuola; un esempio: “ Una giornata nell’antica Roma”. Nella sua descrizione ha usato, il plurale; “libri che abbiamo scritto”, perché, a suo dire, il lavoro è il risultato di tanti collaboratori.

Nella sua descrizione è ricorso all’ausilio di brevissimi filmati mostranti i risultati di alcune ricerche a Pompei, di oggettistica varia, più che interessante, in vetro! A intendimento dell’archeologia, il concetto emerso, in sintesi: “ Il futuro ha le radici nel passato; non è un modo di dire! È vedendo quello che c’è nel passato, respirando a ogni angolo delle nostre città!  Un passato ricco di stimoli nel quale possiamo vincere le sfide e guardare al futuro. I programmi che vediamo che possono essere cose legate all’arte, all’archeologia, in realtà hanno un obiettivo molto più profondo; dare identità culturale. “Bisogna puntare sulla conoscenza; solo con la conoscenza il paese rispetterà la tradizione ereditata dal passato e andrà nel futuro”.

Antonio Romano

 

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