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Casamarciano, Festival Scenari Casamarciano. Festival Nazionale del Teatro IX edizione: chiusura della manifestazione

Casamarciano, 17 Settembre – Il Festival, che si tiene nel Complesso Badiale di Santa Maria del Plesco, si era aperto con tre serate introduttive. Uno spettacolo di Luciano  Melchionna. Si è chiusa la manifestazione è già si guarda alla prossima edizione. Notevoli consensi per gli spettacoli proposti. Interessante lo spettacolo “ Eduardo al balcone” a cura di Giulio Baffi, direttore artistico del festival. Grande attesa per il concerto di Serio Cammariere; si è unita la musica con il teatro: un abbinamento per nulla sconveniente. Tra altro vi è stata la premiazione con riferimento ad alcune commedie tenutasi tempo addietro: premiato come miglior attore Andrea Conti del gruppo i Commedianti di Sora – Frosinone mentre per il miglior spettacolo il riconoscimento è stato assegnato alla compagnia Fitalab di Roma con la proposizione: “ Dell’Amor e degli altri demoni”.

Presente per l’occasione il presidente di giuria Pasquale Manfredi. L’ultimo della serie presso il Complesso Badiale di Santa Maria del Plesco, una settimana di spettacoli, è stato “Preghiera di mare “ suite di musiche e teatro con Stefania Rocca; tre soli in scena per riempirla nella sua totalità, rispettivamente Raffaele Casarano al sassofono e Mirko Signorile al pianoforte. Si legge in una nota introduttiva: “ Contaminazione, condivisione, accoglienza abbraccio. La cultura a fare da ponte, a sorreggere idee e visioni, magari diverse, magari lontane, raccolte da un filo rosso che riunisce parola, musica, letteratura, cinema e restituisce passione, vita. Uno spettacolo essenziale: un palcoscenico spoglio, una sedia, un leggio, microfoni, pianoforte, sassofoni e alcune proiezioni alle spalle. Non è teatro ma è anche teatro, non è un concerto ma anche concerto, un luogo dove vengono fuori voci, musica e parole, senza sovrapposizioni, ma in completa compenetrazione. I testi attorno a quali lo spettacolo evolve sono diversi e tutti riguardanti il tema dei migranti e della libertà dell’uomo con particolare riguardo alla condizione femminile.”.

Una tematica drammaticamente attuale portata in scena. Nell’epilogo della serata un riconoscimento all’ospite; una sorta di trofeo in materiale trasparente raffigurante una maschera del teatro; è divenuto il simbolo di tal evento a Casamarciano. Nella serata conclusiva, presentata, come le altre serate, da Autilia Napolitano, giornalista, era presente l’assessore alla cultura, Carmela De Stefano, insieme con altre autorità amministrative, il Sindaco di Casamarciano, Andrea Manzi. Quest’ultimo, nel suo discorso conclusivo, si è mostrato visibilmente commosso; è il suo ultimo festival nel ruolo di Sindaco; secondo le norme in materia non è direttamente eleggibile alle prossime consultazioni elettorali ormai imminenti.  Ha ringraziato tutti quanto hanno lavorato, anche nel corso delle passate edizioni, a questo progetto culturale augurandosi la continuazione sulla linea già tracciata; un grande evento culturale che si tiene nell’area nolana in un location davvero suggestiva. Non a caso la stessa Stefania Rocca, forse esagerando un poco, ha definito questa location un piccolo angolo di Paradiso.

Espressive le sue parole sceniche a chiusura dello spettacolo: “ Come persona ci sono, con le mie forze ci sono…. con le mie forze ci sarà ancora, io con la mia rabbia ci sono ancora… io ci sono…. Con mia persona io ci sono….”. In precedenza Stefania Rocca in scena, tra varie esternazioni sceniche, ha ricordato un episodio accaduto nella citta autonoma spagnola di Melilla, città situata sulla costa del Marocco; il confine di detta città è recintato per impedire immigrazione nell’enclave. Il 22 ottobre 2014 accadde un episodio espressivo: alcuni tentarono di scalare la recinzione ma rimasero come appesi nella parte alta in bilico per 12 ore circa, visto il massiccio intervento della polizia.

Un fotografo spagnolo immortalò l’episodio che fece in giro del mondo attraverso delle foto. La meraviglia, dei più, non fu tanto per l’episodio in se, e che alcune persone, abitanti di Melilla, continuarono a giocare, tranquillamente, degli adiacenti verdi campi di golf; un caso d’indifferenza generale! Immagini di un’umanità in fuga. In chiusura per festeggiare l’evento, Festival Nazionale del teatro IX edizione, ci sono stati fuochi pirotecnici posti sulla chiesa che fa da sfondo alla platea all’aperto dove si sono tenuti la maggior parte degli spettacoli.

Antonio Romano

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