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BISOGNA VOLTARE PAGINA….

Napoli, 5 Giugno – La politica deve fondarsi sulla militanza, sulle competenze e sulla territorialità, non può vivere di improvvisazione. C’è bisogno che amministratori, politici, mondo imprenditoriale e associativo si alleino per lo sviluppo del modello economico, di relazioni sociali in grado di rispondere alle nuove sfide globali coniugando etica ed economia, stabilendo legami sociali e generazionali differenti per uno stile di vita rivolto alla comunità, alla partecipazione, alla sicurezza comune e alla sostenibilità.

Per cambiare il futuro del nostro Paese non ci si può affidare agli slogan di turno rivolti alla pancia degli italiani ma completamente privi di contenuti, bisogna cambiare completamente atteggiamento, visuale e prospettiva, o quantomeno crearne almeno una. L’Italia va UNITA da #Sud a #Nord. Si deve ri-unire l’Italia nell’interesse della collettività nazionale; il Meridione non deve essere più un peso, un carico, un macigno, un problema ma bisogna ripartire dalle innumerevoli risorse naturali, dalle immense potenzialità economiche, dalla notevole cultura e da tutto il retaggio di esperienze e tradizioni che hanno caratterizzato la fisionomia di un popolo che per secoli è stato protagonista dell’Europa mediterranea. Basta con le misure di emergenza, di assistenzialismo e bisogna anche uscire dalla logica del “nemico” da combattere.

Le elezioni politiche devono trovare un linguaggio che non sia quello della compravendita, delle urla, degli attacchi alla persona, del campo, dello stadio, della caccia ai consensi…affinché i cittadini non siano spettatori passivi ma protagonisti attivi delle proprie scelte di vita e del proprio futuro. È giunto il momento di farsi carico di un impegno che restituisca al Paese la dignità dei suoi rappresentanti, pertanto è giunto il momento di rivedere, ripensare e rimodulare la rappresentanza politica, la sua funzione, le sue modalità, la sua azione e le sue finalità nell’interesse del bene e dei beni comuni. La politica non è finita, sono al loro naturale e prevedibile declino i politici dell’antipolitica, coloro che hanno coltivato in privato click e caselle di favori, vantaggi in carriera, il proprio orticello, quelli che si sono circondati di parenti, amici e servi fedeli calpestando e ignorando le esigenze dei cittadini.

Una politica della bellezza: è questo che deve ispirare la natura, le ragioni e le fondamenta di una presenza protagonista nello scenario politico italiano. Vi è bisogno di un collante tra volontà e legalità, tra bisogno e diritto, tra sviluppo e rispetto per l’ambiente, tra doveri e senso civico, tra senso di appartenenza e accoglienza, tra cittadini e istituzioni. È arrivato il momento in cui le persone “normali”, quelle che nel silenzio e nell’anonimato si danno, quotidianamente, per la nostra terra, per il futuro dei nostri figli prendano per mano il nostro “stivale”…creando una fitta rete sociale sul territorio, tra la gente e, soprattutto, con la gente. La politica non può e non deve essere la risultante di una aggregazione di uomini di potere, accentratori, despoti e di un pensiero unico ma deve ritornare sui territori, deve ascoltare i cittadini, deve essere vicina, al fianco del popolo, deve innescare un nuovo rapporto tra generazioni e generi, un rapporto di restituzione e innovazione, di cultura e conoscenza, di formazione e professione.

Un movimento territoriale che diventi un moltiplicatore di condivisione di un progetto in costante aggiornamento e arricchimento di contenuti e proposte, che coinvolga la gente comune come me, come te, come noi, le diverse generazioni, gli uomini e le donne, culture concorrenti alla rigenerazione continua di un’espressione attiva del Paese. Bisogna intendere il valore dell’identità delle diversità, mettere insieme le differenze mediante un continuo confronto e partecipazione di tutti…nessuno escluso…

#NonCapiscoNullaDiNulla

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