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ABBIATE RISPETTO!

Napoli, 19 Ottobre – Giornata ricca d’impegni, quella di ieri: il tutto ha avuto inizio con un vero e proprio slalom tra gli uffici giudiziari Partenopei nello svolgimento della mia missione in nome della giustizia. 

È superfluo precisare, in questa sede, che il patrocinatore legale, sebbene sia un lavoratore altamente qualificato e trascorra la quasi totalità delle ore giornaliere a studiare nei minimi dettagli le questioni che i clienti sottopongono al suo vaglio, è tuttavia mal visto da taluni soggetti: questi ultimi, in preda tanto all’invidia quanto all’ignoranza – e, talvolta, all’eccessiva autostima -, ritengono che gli avvocati siano avidi di denaro, che pensino soltanto a riempire le proprie tasche con i proventi della fatic dei loro assistiti, senza prodigarsi nell’azione al servizio di questi ultimi.

Orbene, a questi qualunquisti (unico attributo che gli si addice) sfugge di sicuro che la professione forense, fonte di ingenti guadagni purché sia esercitata alacremente, è altresì foriera di spese tutt’altro che esigue: gestire uno Studio, egregi Lettori, non è affatto una passeggiata!

Mentre mi trovavo nella toilette dell’Ufficio del Giudice di Pace – le esigenze del proprio corpo non vanno trascurate, specie tra un’udienza e l’altra! -, mi son voltato verso la parete: le scritte che ho letto mi han lasciato di sasso, considerato il carattere offensivo del loro tenore. Gli improperi in questione eran rivolti ad una Collega, colpevole di non aver sfruttato appieno le proprie capacità professionali in funzione di un esito diverso della lite. In particolare, la si accusava di essere – per utilizzare un eufemismo – una venduta, una persona di malaffare: insomma, tutto fuorché un consulente legale affidabile!

Cari Lettori, la Collega barbaramente insultata – di cui intendo prendere il partito – è l’ennesima vittima di una pletora di persone fortemente persuase che l’obiettivo principale cui ambisce un professionista forense sia l’arricchimento a livello economico. Orbene, queste conclusioni sono fuor di dubbio infondate: giacché son del mestiere, posso garantire che l’attività forense non si limita al tempo trascorso in studio a scrivere atti, pareri e quant’altro, ma comprende, altresì, un meticoloso esame tanto dei casi quanto degli istituti da applicare, agendo nell’interesse di chi, a vario titolo, si trovi coinvolto in una lite giudiziaria.

Malgrado il loro costante impegno, gli avvocati Italiani – in particolare quelli del Meridione – vengono sovente trattati in malo modo da chi, pur consapevole delle sue scarse conoscenze nel campo del diritto, li identifica erroneamente con dei maghi o dei robots, pretendendo da essi delle performances materialmente impossibili od azioni ai limiti della liceità (e non mi spingo oltre).

Illustre Collega, desidero ora rivolgermi a Te: non curarti delle menzogne che quattro menzogne che quattro babbei han scritto sulle pareti di una toilette! Continua per la Tua strada, lavorando con solerzia in nome della giustizia, prodigandoti nel difendere adeguatamente i Tuoi clienti.

Senza la collaborazione e, soprattutto, il rispetto reciproco non è possibile andar lontano! 

Adriano Spagnuolo Vigorita 

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