Scisciano, 17 Maggio – “Chi non conosce la verità è sciocco, ma chi pur conoscendola la chiama menzogna è un criminale.” Con questa citazione di Galileo Galilei si apre il nuovo manifesto pubblicato dalla sezione locale di Fratelli d’Italia a Scisciano, dal titolo latino “Veritas Sontes Terret” (“La verità terrorizza i colpevoli”), diffuso oggi per riaffermare la linea politica del partito e rispondere alle critiche ricevute in seguito a una precedente comunicazione pasquale.

Nel documento, FdI ribadisce la propria opposizione a quello che definisce “malgoverno del nostro paese”, attribuito a “decenni di potere politico esercitato dalla Sinistra”, che secondo il manifesto avrebbero condotto a una “gestione della Cosa Pubblica affaristica” e a “azioni giudiziarie disonorevoli”. Cinque i punti critici già evidenziati in occasione della Pasqua, ora rilanciati come sintomi di un sistema che il partito considera compromesso.

Al centro della polemica, anche la reazione del Partito Democratico, accusato da FdI di aver risposto al manifesto concentrandosi sul simbolo della fiamma tricolore piuttosto che sul merito delle questioni sollevate. “Un’elucubrazione” – si legge – che denoterebbe “ignoranza oltre che anacronismo”, e soprattutto “incapacità al confronto su questioni reali”.

La sezione locale del partito di Giorgia Meloni sottolinea poi l’intenzione di assumere un ruolo attivo nella vigilanza sull’operato dell’attuale amministrazione comunale, promettendo un’opposizione costruttiva. “Segnaleremo eventuali errori e inefficienze amministrative, offrendo – qualora richiesto – la nostra visione per una Scisciano migliore”, afferma il testo.

Il manifesto si chiude con un invito diretto alla cittadinanza: partecipare, segnalare disservizi e proporre idee per lo sviluppo del territorio. L’appello è a una “gestione onesta e competente” del comune, capace di garantire servizi e sviluppo nel rispetto delle regole.

Il manifesto di Fratelli d’Italia a Scisciano si inserisce nel solco di una comunicazione politica sempre più assertiva e polarizzata, che fa leva su riferimenti culturali e morali per rafforzare la propria identità e distinguersi nel panorama locale. Il tono accusatorio e la scelta di parole forti – “criminale”, “disonorevoli”, “ignoranza” – riflettono una strategia comunicativa volta a mobilitare il consenso attraverso la contrapposizione netta con gli avversari.

Tuttavia, in un contesto locale dove le esigenze concrete della cittadinanza si fanno sempre più urgenti – dai servizi pubblici al decoro urbano, dalla trasparenza amministrativa allo sviluppo economico – il rischio è che il confronto politico scivoli in una retorica fine a sé stessa. La sfida per tutte le forze in campo sarà trasformare il dibattito acceso in iniziative concrete, basate su trasparenza, competenza e capacità di ascolto reciproco.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.