Napoli, 29 Maggio – Ancora una volta, l’ennesima sparizione di una donna, in questo caso di una ragazzina, si è conclusa con il ritrovamento della sua salma. Martina aveva appena quattordici anni ed una vita ancora da vivere, la sua unica colpa, voler chiudere una storia, se di storia si può parlare a quell’età. Il “fidanzato” non era d’accordo, questo affronto non poteva accettarlo, o con lui o con nessun altro, e quindi ha ritenuto opportuno, porre rimedio a tutto ciò con un sasso.

Oltre al dolore che ovviamente si prova ogni qualvolta accade una tragedia del genere, oltre alla rabbia che si innesca verso l’omicida, oltre all’impotenza che si sperimenta di fronte alla follia e all’efferatezza del gesto, subentra una domanda: “Cosa si può fare perché ciò non avvenga mai più?”.

Credo che in primis bisognerebbe bandire dai social tutto ciò che genera violenza, e ciò dovrebbe essere regolato legislativamente e con provvedimenti severissimi, in caso di trasgressioni. E mi dispiace dirlo ma i genitori devono ritornare ad essere genitori, ossia ad avere la capacità di dare regole e con grande fermezza e con disciplina rigida, farle rispettare. Tutto questo però, può avvenire solo se i genitori stessi, sono in primis in grado di dare il buon esempio. Con ciò non intendo assolutamente attribuire totale responsabilità dei gesti dei loro figli, ma di sicuro un’attenzione in più nei loro riguardi, potrebbe fare la differenza, poiché in entrambi i casi, si perdono i figli.

Una bambina, perché di bambina stiamo parlando, a dodici anni, non può iniziare una “relazione” e non per motivi morali, ma semplicemente perché le manca il vissuto, l’esperienza che si acquisisce conoscendo persone, relazionandosi con i suoi coetanei, imparando a conoscere anche il suo corpo in crescita. L’adolescenza serve a questo, a incontrarsi e perché no a scontrarsi con i propri coetanei, per capire la vita, per comprenderne le sue dinamiche.

Voglio chiudere questa riflessione con un ultimo pensiero, quello più imprimente. Ancora una volta, una donna si è fidata di un uomo che aveva amato, incontrandolo e seguendolo senza minimamente tutelare sé stessa. Anche in questo caso, c’erano già stati segnali di violenza da parte dell’assassino. Anche questa volta la freddezza, la falsità, l’inganno, la crudeltà nel gestire la situazione.

Le donne devono capire che, se è stato violento una volta, lo sarà ancora. Se non accetta di essere lasciato, è vitale non incontrarlo mai più!!! Vola alto cara, piccola Martina.

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Lella Di Marino
Laureata in Scienze Teologiche, esercita la professione di insegnante per molti anni. Scrive poesie e racconti dall'età di 9 anni. Dal 2014 decide di dedicare la sua vita totalmente a ciò che ama di più al mondo: scrivere.
Ama l'amore e tutto ciò che lo rappresenta ed è su questo sentimento che costruisce la sua vita.