Napoli, 7 Febbraio – Con circa 44.000 nuove diagnosi ogni anno, il tumore del polmone non a piccole cellule rappresenta la seconda neoplasia più diffusa in Italia, dopo il tumore al seno. Questa patologia, che costituisce l’80% di tutti i casi di carcinoma polmonare, è la principale causa di morte oncologica a livello mondiale.
Quando la malattia si trova in uno stadio avanzato, la chirurgia non è più un’opzione, e il trattamento mira al controllo delle metastasi. Fino al 2010, nessun farmaco aveva dimostrato un impatto significativo sulla sopravvivenza a lungo termine. Nei casi più gravi, solo il 5,5% dei pazienti trattati con chemioterapia era ancora in vita a cinque anni dalla diagnosi. Tuttavia, l’arrivo dell’immunoterapia ha segnato una svolta: i dati più recenti indicano che la sopravvivenza globale a cinque anni per i pazienti trattati con immunoterapia combinata con chemioterapia è più che raddoppiata, superando il 20% .
L’argomento è stato al centro del convegno “Oncologia Polmonare nel 2025, Navigando verso il Futuro”, organizzato all’Istituto Tumori Pascale di Napoli con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) .
Le nuove strategie terapeutiche – “Oggi sono disponibili numerose strategie terapeutiche per i pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule”, ha spiegato Alessandro Morabito , direttore della Struttura Complessa Toraco-Polmonare dell’Istituto Pascale.
Lo studio Keynote-671 , che ha valutato l’utilizzo dell’immunoterapia con pembrolizumab prima e dopo l’intervento chirurgico , ha evidenziato risultati promettenti:
- Riduzione del rischio di progressione del tumore del 40%
- Diminuzione della mortalità di circa il 30%
- Risposta patologica completa nel 20% dei pazienti, ovvero una regressione totale del tumore al momento dell’intervento
Tali risultati sono stati confermati anche in altri studi condotti con diversi farmaci immunoterapici.
Nel frattempo, in Italia è stato recentemente approvato da AIFA l’uso dell’ inibitore di PDL-1, Atezolizumab , per il trattamento adiuvante nei pazienti operati con elevata espressione di PDL-1 . Inoltre, da alcuni mesi è stato avviato nel Paese l’uso sperimentale dell’immunoterapia perioperatoria con Durvalumab , già adottata dall’Istituto Pascale per due pazienti.
La necessità di agire precocemente e combattere il tabagismo – Nonostante i progressi terapeutici, il tumore del polmone continua ad essere la principale causa di morte per cancro in Italia. “È fondamentale intervenire negli stadi precoci della malattia, dove è possibile ottenere i migliori risultati terapeutici”, ha sottolineato Francesco Perrone , presidente dell’AIOM e ricercatore dell’Istituto Pascale.
Un altro aspetto cruciale è la lotta al tabagismo, il principale fattore di rischio per il tumore polmonare. “AIOM supporta la campagna per un radicale aumento del costo dei prodotti da fumo , strategia unica che, a livello internazionale, ha dimostrato di ridurre significativamente il consumo di sigarette”, ha concluso Perrone.
L’ immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento del tumore al polmone , migliorando la sopravvivenza e offrendo nuove speranze ai pazienti. Tuttavia, la prevenzione rimane essenziale: diagnosi precoce e riduzione del fumo restano le strategie più efficaci per contrastare una delle forme di cancro più letali.
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