Telese Terme, 28 Marzo – C’è un tempo, nel cuore dell’estate sannita, in cui Telese Terme smette di essere soltanto un luogo e diventa un crocevia. Non di strade, ma di storie. Non di traffici, ma di umanità. Dal 9 al 12 luglio, nel verde quieto e quasi sospeso del Parco delle Terme, tornerà per il tredicesimo anno consecutivo il “Telesia for Peoples”, appuntamento ormai radicato nella memoria collettiva come un rito civile prima ancora che culturale. Non è un caso che proprio qui, in una città che deve la sua identità all’acqua che sgorga e unisce, si celebri un evento dedicato all’incontro tra i popoli.

L’acqua, scriveva Eraclito, è simbolo di mutamento e continuità: scorre, si rinnova, ma resta. Così anche il “Telesia for Peoples”, nato da un’intuizione dell’associazione italoamericana Icosit e della Fondazione Migrantes della Cei, continua a trasformarsi senza perdere la propria vocazione originaria: costruire ponti laddove altri vedono confini. La decisione è arrivata a Roma, nella sede in cui il consiglio direttivo di Icosit ha tracciato calendario e visione. Ma è a Telese che questa visione prende forma, si fa voce, volto, racconto. Qui, negli anni, si sono intrecciate testimonianze capaci di restituire dignità alle parole più abusate del nostro tempo: solidarietà, accoglienza, giustizia. Non si tratta, infatti, di una semplice rassegna. “Telesia for Peoples” è, piuttosto, una narrazione corale.

Ogni edizione aggiunge un capitolo a una storia più grande, quella di un’Europa e di un mondo chiamati a fare i conti con la propria coscienza. Lo dimostrano le scelte delle passate edizioni: dal riconoscimento all’impegno della Croce Rossa nelle aree di crisi, alla voce coraggiosa di chi combatte l’illegalità nei territori più difficili. Figure diverse, unite da un filo invisibile ma tenace: la responsabilità verso l’altro. Quest’anno, promette il presidente di Icosit, il giornalista Mimmo Ragozzino, il percorso continuerà con nuove presenze, nuove storie, nuovi sguardi. Non è difficile immaginare che, ancora una volta, il palco del Parco delle Terme si trasformerà in una sorta di agorà contemporanea, dove il racconto diventa strumento di consapevolezza. In un’epoca in cui il rumore sovrasta spesso il senso, iniziative come questa ricordano che esiste ancora uno spazio per l’ascolto.

E che l’integrazione, parola tanto evocata quanto poco praticata, non è un’astrazione, ma un esercizio quotidiano fatto di incontri, di riconoscimenti reciproci, di pazienza. Forse è proprio questo il segreto della longevità del “Telesia for Peoples”: la sua capacità di non cedere alla retorica. Di restare, anno dopo anno, fedele a un’idea semplice e radicale insieme: che ogni storia meriti di essere ascoltata. E che, come scriveva Albert Camus, “la vera generosità verso il futuro consiste nel donare tutto al presente”. A Telese, per quattro giorni, questo dono si rinnova. E non è poco.

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Giovanni Pio Battaglino
Grande passione per la politica, vicino all’attualità, cerco sempre di offrire al lettore un prodotto quanto più oggettivo possibile e nella forma migliore. L’informazione prima di tutto.