Senago, 21 Giugno — Un’alba d’estate trasformata in tragedia. Tre ragazzi di appena 17 anni hanno perso la vita dopo che l’auto sulla quale viaggiavano insieme ad altri sei amici è precipitata nel canale Villoresi, a Senago, nel cuore del Parco delle Groane. Una notte di festa spezzata in pochi istanti, lasciando dietro di sé dolore, interrogativi e una comunità sconvolta. Alla guida dell’Audi A2 c’era un giovane di 19 anni, ora accusato di omicidio stradale plurimo aggravato. Secondo i primi accertamenti eseguiti dai carabinieri, il suo tasso alcolemico sarebbe risultato tre volte superiore al limite consentito dalla legge. Il ragazzo, ricoverato all’ospedale Niguarda in stato di shock, resta sotto osservazione in attesa dell’esecuzione del provvedimento di arresto disposto dall’autorità giudiziaria. Le vittime sono Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi.
Tre vite appena sbocciate, tre storie interrotte troppo presto. Tutti avevano 17 anni. L’incidente si è verificato nelle prime ore del mattino. A bordo della vettura viaggiavano complessivamente nove giovani, di età compresa tra i 17 e i 19 anni. Nessuno, secondo quanto emerso finora, indossava la cintura di sicurezza. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, la scena è apparsa subito drammatica. Sette ragazzi sono stati estratti dall’abitacolo: sei sono stati affidati alle cure del personale sanitario, mentre per uno di loro non c’era già più nulla da fare. Una ragazza, trasportata d’urgenza in ospedale, è morta poco dopo nonostante i disperati tentativi dei medici di salvarle la vita. Le ricerche sono proseguite per ore. Durante le operazioni di recupero del veicolo, immerso nelle acque del Villoresi, i vigili del fuoco hanno individuato all’interno dell’auto altri due giovani, entrambi ormai senza vita. Una scoperta che ha aggravato ulteriormente il bilancio di una delle più gravi tragedie stradali degli ultimi anni nel Milanese.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale dell’Areu e i carabinieri, che stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia sulle tre vittime e ha avviato ulteriori accertamenti per chiarire ogni dettaglio della vicenda. Un elemento, tuttavia, emerge già con chiarezza. «In quella zona c’è uno sterrato e una pista ciclabile delimitata da una balaustra in legno, ma non è aperta alle auto», ha spiegato la sindaca di Senago, Magda Beretta. «Non conosco ancora i particolari dell’accaduto, ma desidero esprimere, a nome mio e dell’intera comunità, il più profondo cordoglio alle famiglie dei ragazzi». Parole che raccontano lo sgomento di una città già segnata, negli ultimi anni, da dolorosi fatti di cronaca. Oggi Senago si ritrova nuovamente a fare i conti con il peso di una tragedia che lascia senza parole: tre giovani vite spezzate, un’auto sommersa e una domanda che, inevitabilmente, accompagna ogni dramma simile: perché.
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