Somma Vesuviana, 26 Febbraio – “Io ero al tavolo in Prefettura con tutte le parti presenti. Il Prefetto. Michele Di Bari, che ringrazio, ha dato una mano davvero forte al fine di risolvere la vertenza. Io personalmente ho chiesto direttamente a Paolo Scudieri Amministratore della Adler, di non distruggere le tante famiglie che sono inserite nel tessuto territoriale e sociale di Somma Vesuviana e anche limitrofo e di non spostare i lavoratori in altri siti perchè sarebbe solo la distruzione del livello occupazione con perdita di posti di lavoro. Il Sud che salva il Sud non è l’imprenditore che delocalizza ma è l’imprenditore che investe per potenziare e non per depotenziare un territorio che è anche il suo territorio. Bene il Centro di Ricerca ma sarebbe un grande consenso per lo stesso imprenditore se oltre al Centro di Ricerca mantenesse i reparti senza la “deportazione” degli operai. Operai che hanno mogli, figli, bambini che frequentano la scuola sul territorio, persone e mogli che lavorano sul territorio. Sarebbe un dividere le famiglie e soprattutto uno svuotare il territorio obbligando quasi 200 persone a spostarsi. E’ improponibile per qialsiasi persona fare il pendolare, percorrendo 300 km al giorno, andare a lavorare e ritornare. Dunque queste persone sarebbero costrette ad abbandonare Somma Vesuviana o Sant’Anastasia o Pozzuoli, cambiando ambiente, luoghi di vita. Bene che ci sia il Centro di Ricerca a Somma Vesuviana, ma non alla “deportazione” delle persone. Ho chiesto direttamente a Scudieri di non distruggere il noau, il know how, dunque il patrimonio di manodopera che è presente sul territorio e duramente colpito da un trentennio di smantellamenti. Confidiamo negli imprenditori che invece vogliono il rilancio”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, costantemente al fianco dei lavoratori e presentre anche al tavolo in Prefettura.
“Resterebbero capannoni senza memoria, l’ennesima archeologia industriale con desertificazione industriale, senza coloro i quali ogni giorno marcano il catellino garantendo da più di 30 anni, continuità, produttività e qualità. La questione Dema non è una questione locale. Sono a rischio ben 200 posti di lavoro e la situazione riguarda lavoratori di Somma Vesuviana, di Sant’Anastasia, di Pozzuoli. Inoltre Dema è uno storico gruppo aerospaziale con sedi a Somma Vesuviana, Paolisi, nel beneventano e Brindisi, in Puglia che vive una crisi senza precedenti. Dopo il collasso del 2022, stipendi non pagati, lavoratori e nuovo management riuscirono a risollevare l’azienda, ottenendo un concordato in continuità con garanzie fino al 2027. Il tribunale di Napoli impose al fondo Polus (con sede alle Cayman) di finanziare il piano industriale – ha affermato Andrea Morisco, operaio, Rappresentante RSU della Dema – tutelando posti di lavoro e rotazione equa degli esuberi. Dalla fine del 2024, con l’arrivo del nuovo Amministratore Delegato e l’acquisizione da parte di Adler Group, è iniziato uno smantellamento sistematico dei presupposti del concordato. Un documento interno di Adler, rinvenuto il 27 gennaio, conferma il piano di “deportazione” e riduzione occupazionale, chiusura di stabilimenti, trasferimenti forzati di 80% dei dipendenti dallo stabilimento di Somma Vesuviana ad Airola e Brindisi, eliminazione di reparti critici. Dalle notizie in nostro possesso avremmo un notevole ridimensionamento. Attualmente nello stabilimento di Somma Vesuviana che dista appena 5 km da Pomigliano d’Arco, abbiamo il montaggio, la lamiera, la meccanica, la galvanica, la Certificazione, il magazzino e la verniciatura. Con il Piano Adler avremo il Centro di Ricerca, ma solo con due reparti come la galvanica e la lamiera. Tutto il resto verrebbe trasferito”.
E scendono in campo, anzi salgono sul palco tanti artisti napoletani che hanno dato vita ad un grande Concerto al Teatro Summarte di Somma Vesuviana. “Noi del Sud siamo stati sempre terra di grande conquista – ha affermato il grande musicista Marco Zurzolo – e quando ci sono i conquistatori posso immaginare anche che possa essere una cosa giusta. In realtà non lo è ma lo fanno. Ma chi rinnega la propria terra non ama la propria terra”. Sul palco anche lo storico gruppo dei E’ Zezi che hanno letto un messaggio.
“Siamo in un periodo tremendo. Ci invitano a comprare di tutto dalla tecnologia –hanno affermato i E’ Zezi – al cibo. Noi vogliamo il lavoro e la dignità delle persone”. Sul Palco del Teatro Summarte, al Concerto per i lavoratori della Dema, sono saliti anche Il Sogno di Ilse a Fabio Fiorillo, da Michele Buonocore e Collettivo Artistico Vesuviano, dai SoulPalco al Nino Conte Trio.
Il Presidente del Consiglio Comunale di Somma Vesuviana, ha portato la solidarietà di tutto il Consiglio Comunale. “L’Amministrazione Di Sarno è al fianco dei lavoratori. A nome del Consiglio Comunale ho espresso la piena solidarietà ai lavoratori. Il mio è un messaggio di vicinanza anche alle famiglie dei lavoratori. Siamo convinti che sia la massa lavoro – ha affermato Antonio Granato, Presidente del Consiglio Comunale di Somma Vesuviana – e anche le commesse porteranno un risultato positivo. Dopo l’incontro in Prefettura siamo convinti che ci siano ottime referenze per la continuità del servizio e dei dipendenti. La qualità della manodopera rappresenta un punto di forza e senza questi lavoratori che giustamente non devono lasciare il proprio territorio, non c’è garanzia di una manodopera di qualità”.
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