Le migliaia di persone giunte al Festival del Baccalà di Somma Vesuviana, affascinate dalla rievocazione storica, dai canti dell’800, dal corteo del 1500 e dall’incendio del Campanile 

Somma Vesuviana, 29 Ottobre – “Il rapporto tra Somma Vesuviana, terra di fuoco, il baccalà e stoccafisso norvegese, prodotto di mare, nasce più di 600 anni fa. Durante il Festival del Baccalà abbiamo rappresentato ben tre momenti storici. Abbiamo iniziato dal lontano 1500, quando le rotte marine dei produttori nordici si intersecarono con quelle dei produttori vesuviani, favorendo la diffusione del commercio di questo merluzzo nordico che era un piatto comunque apprezzato anche dai nobili del 1500. Per questo abbiamo avuto, durante il Festival, la sfilata dei Pistoneri di Santa Maria del Rovo di Cava de’ Tirreni. Non dobbiamo dimenticare che la cucina del baccalà fu portata a Napoli dai marinai genovesi, abili cuochi e mastri delle taverne del molo, che influirono anche sulla sua diffusione e sui modi di cucinarlo. In questo fu notevole anche il contributo dato dalla Repubblica marinara di Amalfi, che grazie alle città costiere di Minori e di Amalfi, garantiva gli equipaggi alle flotte spagnole per pattugliare le rotte strategiche dei mari settentrionali, proteggendo il commercio di questo prodotto e favorendo l’arrivo nei porti amalfitani. Non dimentichiamo che Amalfi non è lontana da Somma Vesuviana.

Anche la Controriforma cattolica diede un forte impulso all’importazione di tale prodotto. La chiesa, vietò il consumo di carne durante le feste religiose, a vantaggio del pesce che divenne così un’ottima alternativa alla carne. Infine abbiamo raccontato il primo Ottocento, quando furono i monaci dominicani di Madonna dell’Arco a ricoprire un importante ruolo per la localizzazione della lavorazione del merluzzo tra Sant’Anastasia e Somma Vesuviana. Grazie alle acque del fiume Sebeto, le cui sorgenti erano situate alle falde del Monte Somma, i monaci potevano ammollare e reidratare il pesce in grandi vasche, diffondendo così la sua produzione nell’area vesuviana. Anche il re di Napoli Carlo III di Borbone ebbe un ruolo decisivo per la diffusione del baccalà e dello stoccafisso. Infatti il trattato che stipulò nel 1749 con Federico V, re della Danimarca e della Norvegia, incentivò l’importazione del pesce secco e salato nel suo regno. Ovviamente continuano ad esserci anche continui studi storici. Abbiamo rappresentato il popolo, abbiamo rappresentato la nobiltà ma abbiamo anche raccontato la musica popolare, il canto del territorio, la cucina del territorio e lo abbiamo fatto con Ottocento Borbonico, spettacolo che ha visto canti ottocenteschi in strada, sfilata dei Pistoneri ed abbiamo chiuso questa atmosfera con l’Incendio del Campanile del Complesso Monumentale di grande valore storico per ammirare nell’insieme lo scenario davvero unico di questo territorio”. Lo ha affermato la regista Maria Acanfora.

Canti, costumi d’epoca del ‘500 e dell’800, sfilata dei Pistoneri, hanno creato l’atmosfera seicentesca e ottocentesca durante il Festival del Baccalà e Stoccafisso Norvegese a Somma Vesuviana, con una grande rappresentazione che ha visto la pregevole regia di Maria Acanfora. L’evento è stato organizzato dalla ProLoco Vesuvia, dal Comune di Somma Vesuviana e dalla Regione Campania. “Da una parte la rievocazione storica durata due giorni e conclusasi con canti popolari, con la tammurriata, con l’Incendio al Campanile che ha dato a tutti la possibilità di fissare gli occhi sulla meravigliosa facciata del Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo ma dall’altra le aperture straordinarie della chiesa ipogea e cripta ipogea fino alle ore 24, con grande flusso di persone provenienti da tanti paesi, del Castello di Lucrezia D’Alagno risalente al 1458 e della Villa Augustea di epoca romana. Il nostro modello è quello di mettere insieme la grande tradizione agroalimentare, ristorazione e patrimonio culturale. Un modello interessante – ha affermato Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana – che sta funzionando anche nei numeri”.

Una terra, Somma Vesuviana, amata da re, regine e imperatori. Ieri sera ha trionfato lo spettacolo dei Pistoneri di Cava de’ Tirreni con la teatralizzazione della rievocazione storica con la regia di Maria Acanfora. Un meravigliosa rievocazione, con balli e costumi dell’ottocento borbonico, che ha dato la possibilità alle migliaia di persone presenti, di immergersi nell’atmosfera storica.

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