Sirignano, 15 Settembre – A Sirignano, in provincia di Avellino, continua senza tregua il disagio legato alla carenza idrica. Una situazione che, ormai da troppo tempo, condiziona pesantemente la vita quotidiana dei cittadini. Le interruzioni continue, spesso senza preavviso, stanno esasperando una comunità che si sente abbandonata e presa in giro. “Non ne posso più”, racconta una residente del posto. “La mattina è impossibile per chi deve recarsi al lavoro. Non si può neanche fare una doccia o prepararsi come si deve”. A rendere il tutto ancora più inaccettabile è la gestione stessa dell’interruzione del servizio: “La tolgono di sera e la restituiscono di mattina dopo le 7. Assurdo!” denuncia un altro cittadino. “È proprio nelle ore in cui la gente ha più bisogno che viene a mancare”.
Non si tratta più di un disagio temporaneo legato alla siccità estiva. Siamo ormai a metà settembre, e la situazione resta immutata. Intere zone del paese si ritrovano quotidianamente senz’acqua per ore. I cittadini si chiedono come sia possibile, nel 2025, dover ancora convivere con un problema così grave e basilare. “Capisco in estate, quando magari la scarsità d’acqua può essere più giustificabile”, dice un altro residente, “ma ora davvero non c’è più alcuna scusa. È una mancanza di rispetto nei confronti della popolazione”. In molti, tra l’altro, affermano di prestare attenzione ai consumi, proprio per evitare sprechi e aiutare la collettività. Ma a quanto pare, il senso civico dei cittadini non basta, se a mancare è un’organizzazione efficiente e una gestione seria delle risorse idriche.
La mancanza d’acqua non è solo un fastidio: è un problema di civiltà. Vuol dire non poter vivere serenamente, non poter garantire l’igiene personale e domestica, non poter gestire attività lavorative, specie per chi opera nel settore della ristorazione, dell’agricoltura o del commercio. “È una situazione oscena”, commentano molti sui social. “Un’arroganza gratuita verso la popolazione, da parte di chi dovrebbe garantire servizi essenziali e invece resta in silenzio”. Nel silenzio delle istituzioni locali e degli enti gestori, cresce la rabbia, ma anche la consapevolezza che non si può più aspettare. Sirignano merita rispetto. E l’acqua, bene primario e diritto fondamentale, non può diventare un lusso.
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