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Siccità Tevere, nel 2017 la Società Italiana di Geologia Ambientale scrisse a tutte le istituzioni nazionali

Antonello Fiore (Presidente Nazionale Società Italiana Geologia Ambientale): “La nota inviata dalla SIGEA-APS nel 2017 all’allora Governo e Parlamento, e riscontrata solo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cambiando la data potrebbe essere inviata anche oggi nel 2022, con una sola aggiunta: cosa si è fatto in questi ultimi 5 anni per prepararci?”.

Ilaria Falconi (Consigliere SIGEA Lazio) : “il fiume Tevere e il lago di Bracciano sono in sofferenza. la stazione idrometrica di Roma Ripetta ha registrato un valore al di sotto dei 5 metri rispetto al livello di guardia. Ciò determina un rischio per la navigazione nel tratto urbano del fiume”.

Napoli, 22 Giugno – “A fine 2017, la Società Italiana di Geologia Ambientale scrisse una lettera alla Presidenza della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, alla Presidenza del Senato, Pietro Grasso, alla Presidenza della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, denunciando già quanto sta accadendo anche in queste ore in materia di siccità. Solo la Presidenza della Repubblica rispose. Qualche amministratore, intento a chiedere lo stato di emergenza, si spinge a paragonare la crisi climatica in atto al Covid19, tutto per motivare la sorpresa degli effetti della crisi climatica con le alte temperature e la riduzione di disponibilità di risorse idriche o per giustificare la mancanza di visione e di azioni di prevenzione. Non è così! La nota inviata dalla SIGEA-APS nel 2017 all’allora Governo e Parlamento, e riscontrata solo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cambiando la data potrebbe essere inviata anche oggi nel 2022, con una sola aggiunta: cosa si è fatto in questi ultimi 5 anni per prepararci?”. Lo ha affermato Antonello Fiore, riconfermato proprio in queste ore alla Presidenza Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale.

“Con riferimento alla crisi idrica che si sta vivendo in questi mesi, abbiamo capito in questi 30 anni di attività che le crisi ambientali, sociali ed economiche in tema di risorsa idrica non si possono affrontare stagione per stagione. Questi tipi di crisi richiedono un’attenta programmazione e pianificazione degli interventi e dei comportamenti – ha continuato Antonello Fiore – tali da chiedere sacrifici agli italiani, ma senza ledere il diritto all’acqua che garantisce dignità e sopravvivenza. Sul tema importante, delicato e difficile come quello della corretta gestione delle acque, compreso il risparmio idrico, crediamo che si debba attivare un impegno politico del Governo e del Parlamento tutto che vada oltre il mandato elettorale.

Per il benessere del Paese è necessario affrontare l’argomento prima degli eventi di crisi, altrimenti avremo pochissimo tempo per contenere i danni delle prossime siccità. Le azioni da compiere devono essere prima analizzate nei contesti territoriali, pianificate e progettate, queste non possono essere uniche su tutto il territorio nazionale ma devono differenziarsi tenendo conto delle caratteristiche territoriali, sociali ed economiche. Necessita agire per tempo e con determinazione perché le crisi idriche che viviamo e vivremo negli anni avvenire non possono essere affrontate chiedendo solo ai cittadini di chiudere il rubinetto quando si lavano i denti o prevedendo la realizzazione di nuove dighe”.

Situazione Lazio:

Nel 2022 si sta di nuovo verificando lo stato di crisi idrica che abbiamo vissuto nel 2017 per l’elevato livello di siccità. Le elevate temperature registrate in questi mesi hanno determinato un deficit pluviometrico rispetto alle condizioni medie di lungo termine e tale gap difficilmente potrà essere colmato rapidamente.

Per quanto concerne i corpi idrici del Lazio – ha dichiarato Ilaria Falconi, Consigliere Società italiana di geologia ambientale (SIGEA-APS) sez. Lazio – si rileva che, in particolare, il fiume Tevere e il lago di Bracciano sono in sofferenza. Per il Tevere detta situazione appare maggiormente visibile affacciandosi dal Ponte Vittorio Emanuele II. Per il fiume, il rilevamento idrometrico effettuato a Ponte Nuovo di Torgiano (Regione Umbria) ha evidenziato un livello che si attesta al metro e 18 centimetri mentre il valore normale è compreso tra 5.70 e i 4.50 metri.

Nella Regione Lazio, invece, la stazione idrometrica di Roma Ripetta ha registrato un valore al di sotto dei 5 metri rispetto al livello di guardia. Ciò determina un rischio per la navigazione nel tratto urbano del fiume.

L’assenza di disponibilità idrica ha degli impatti importanti per i suoi usi civici, agricoli ed industriali ma anche sulla biodiversità. Per gli impatti sulla biodiversità la storia ci insegna che dopo un lungo periodo di siccità con la prima pioggia si verifica la moria di ingenti quantità di pesci nel fiume Tevere.

Al fine di scongiurare il ripetersi di crisi di emergenza idrica si suggerisce di porre in essere le seguenti azioni:

1. incrementare gli investimenti per la manutenzione della rete idrica;

2. attuare un adeguamento gestionale e tecnico delle infrastrutture idrauliche al mutare delle condizioni climatiche e demografiche al fine di ridurre la dispersione nelle reti di distribuzione;

3. effettuare un’attività di monitoraggio unita ad una programmazione di interventi strutturali;

4. aggiornare il Piano Regolatore Generale degli Acquedotti (PRGA);

5. ottimizzare i fabbisogni e i consumi idrici passando prioritariamente attraverso un’attenta valutazione e un consapevole utilizzo delle acque sotterranee;

6. inserire nei regolamenti edilizi il concetto di risparmio idrico;

7. introdurre la chiave dell’adattamento climatico nella pianificazione di bacino e negli interventi di messa in sicurezza dei fiumi nelle aree urbane;

8. approvare piani di monitoraggio e tutela degli ecosistemi più sensibili ai cambiamenti climatici sul territorio;

9. ristabilire nelle città i flussi naturali dell’acqua in quanto l’acqua è una risorsa da proteggere e il suo utilizzo include sistemi di raccolta, trattamento e riciclaggio. Infatti, occorre restituire alle aree urbanizzate la capacità di laminare ed infiltrare l’acqua di pioggia attraverso i sistemi urbani di drenaggio sostenibili (SUDS) come le vasche d’acqua, i giardini verdi, gli stagni e le aree di ritenzione vegetata”.

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