Napoli, 4 Novembre – «Io ho tutta la stima, il rispetto, la vicinanza, l’ho anche espressa pubblicamente, per Sigfrido Ranucci. Però anche vedere Ranucci che dice “Io qua sono l’indagato” è un’immagine un po’ perversa di quello che deve essere una terzietà. Immaginiamo un domani un giudizio col giudice terzo che stava a quella assemblea e applaudiva Ranucci e chi ha querelato il giornalista; secondo lei chi ha querelato il giornalista che penserà di quel collegio giudicante? Che sarà sereno o che sarà orientato? E allora forse su queste cose dovremmo un po’ riflettere prima di esporci troppo. C’è qualcuno che dice giustamente che i magistrati non solo devono essere imparziali ma si devono anche presentare come tali. Da questo punto di vista credo che non stiamo dando un buon segnale». Lo ha dichiarato il magistrato Catello Maresca intervistato da Klaus Davi per il talk KlausCondicio.
«Spero di non vedere mai magistrati fare iniziative contro la separazione delle carriere con Ilaria Salis. Come dicevo, questa è l’importanza della scelta di campo. Avrei preferito e sarebbe stato auspicabile non scendere in campo in maniera così aperta perché poi è evidente che da un lato o dall’altro probabilmente la politica strumentalizza una certa politica che è contro. È chiaro che avere a suo favore l’Anm è un’arma in più e quindi ti esponi al rischio della strumentalizzazione politica». Sottolinea il magistrato Catello Maresca.
«Io ho compreso le ragioni di una figlia il cui padre è stato oggettivamente esposto a parecchie attività giudiziarie ed è chiaro che dal suo punto di vista è assolutamente condivisibile. La comprendo profondamente, la capisco e le sono molto vicino. Se questo può essere un bel ristoro, è chiaro che lei la legge anche in questo modo, sappiamo che era una delle battaglie che portava avanti il presidente Berlusconi. Al di là di questo, ripeto, io lotterei per tanti altri interventi sulla giustizia per accelerare i tempi, per dare un servizio più efficace. Detto questo, tra sei mesi avremo o non avremo la riforma sulla separazione e sul CSM e sull’alta corte di disciplina, però non si risolvono i problemi della Giustizia, questo deve essere chiaro». Precisa il magistrato.
«Io non ho sentito una parola contro una delle riforme peggiori nella storia della giustizia in Italia, la Cartabia. La legge Cartabia è stata una iattura. E questo mi fa riflettere e mi da un po’ di dubbi su certi atteggiamenti e su certi comportamenti, perché tu da un lato non dici niente o quasi niente su una riforma assolutamente deleteria per la categoria, non ti preoccupi di tutte le difficoltà e di tutte le problematiche che ancora oggi noi affrontiamo quotidianamente quando proviamo a scrivere le nostre sentenze e a dare un servizio di giustizia che sia decente. Poi con diversa enfasi ti poni invece nei confronti di altre riforme. Fare così due pesi e due misure non lo riesco a comprendere». prosegue.
«Sarà un mio limite, ma io non la vedo come un pericolo per la democrazia, ovviamente dovrà essere regolamentata specificamente. Autonomia e indipendenza sono dei termini che vanno riempiti di contenuti. Noi studiavamo all’università che si è autonomi quando si viene nominati per concorso e noi saremo nominati anche dopo la riforma per concorso. Per quanto riguarda il sorteggio, non ci vedo un limite. Sarà un sorteggio fatto tra persone qualificate, perché parliamo di un sorteggio tra magistrati. Allora, se io ho dei magistrati che ritengo che abbiano la capacità e anche la responsabilità di giudicarmi, evidentemente questi magistrati possono anche provare a giudicare se io sono idoneo a fare un passaggio di funzioni, se sono idoneo a diventare procuratore e a diventare Presidente di tribunale». Continua il magistrato Catello Maresca intervistato da Klaus Davi.
«Non sono aprioristicamente contrario alla separazione delle carriere. Perché poi io credo che ogni giurista abbia l’obbligo di partire dal dato normativo. Al di là delle previsioni catastrofistiche che si fanno e che si possono fare su qualsiasi altra riforma. Per cui dico, non partiamo aprioristicamente contrari, cerchiamo di analizzarne i contenuti seri, quelli scritti, perché quelli ipotetici lasciano il tempo che trovano. E, devo dire la verità, da questo punto di vista non ci vedo tutte queste problematicità, questi pericoli che alcuni hanno segnalato». Lo ha dichiarato il magistrato Catello Maresca intervistato da Klaus Davi per il talk KlausCondicio.
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