Politica

Scuola, ministra Azzolina: “Confermo la volontà del Governo di riaprire, in aula il 7 gennaio con presenza al 50%”

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Roma, 4 Gennaio – “Posso confermare la volonta’ del governo di riaprire. Avremmo voluto farlo a dicembre, ma abbiamo rimandato su richiesta delle Regioni”. Risponde cosi’ la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in un’intervista a Il Fatto quotidiano che le chiede se il 7 gennaio è previsto il ritorno a scuola degli studenti delle superiori al 50%.   

Poi Azzolina puntualizza: “Abbiamo collaborato: ora è arrivato il tempo di tornare in classe. La scuola è un servizio pubblico essenziale, non si può continuare a sacrificare i ragazzi né pensare che la didattica a distanza possa sostituire quella in presenza”.  Per la ministra, tuttavia, “tutte le decisioni richiedono la prudenza che finora ci ha guidati. Continueremo a seguirla” ed “e’ chiaro pero’ che se in questo momento sale la curva dei contagi non puo’ essere colpa delle scuole superiori, visto che sono chiuse da due mesi”, dunque “possiamo dire che la scuola ha fatto la sua parte” e “se dovessero servire nuove misure di contenimento, ora bisognerebbe cercarle in altri settori“, conclude la ministra.

La riapertura delle scuole, “non ha senso e andrebbe rimandata almeno fino a meta’ gennaio. Come tutte le riaperture del resto”. Lo dice in un’intervista a La Stampa Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Universita’ Cattolica e direttore scientifico degli Istituti Maugeri, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza. “Trovo giusto correlare le regole al livello di contagio, solo che si intravede un’evoluzione negativa della pandemia”, dice il medico, ma “se si fanno dei provvedimenti poi bisogna farli rispettare. Le dichiarazioni di intenti non fermano i contagi”. Tuttavia, aggiunge Ricciardi, “la mia impressione è che entro due settimane avremo un aumento del contagio non banale” ma “siamo tutti più o meno nella stessa situazione” anche se “il Regno Unito è messo peggio con la variante inglese e le mascherine obbligatorie solo da dieci giorni, mentre la Germania che andava meglio ora pensa di prolungare le chiusure”.

“Le scuole devo essere riaperte: rinviare non serve, le classi sono sicure”. Lo sostiene l’immunologa padovana Antonella Viola che in un’intervista a Repubblica spiega: “I dati dell’Istituto superiore di sanità hanno dimostrato che non sono un amplificatore dei contagi e se si seguono regole rigorose è possibile, anzi fondamentale, che i ragazzi tornino in classe. Utilizziamo ogni cautela: l’obbligo della mascherina, il distanziamento, gli orari sfalsati nelle entrate e nelle uscite, la sanificazione, i tamponi, ma riportiamo i nostri ragazzi sui banchi. Hanno già pagato abbastanza, in gioco c’è il loro futuro”. Quindi, secondo Viola, “non serve a nulla rinviare l’inizio delle lezioni di una settimana, non si può risolvere in 7 giorni quello che non è stato fatto in mesi e mesi per cambiare il trasporto pubblico e mettere in sicurezza le scuole”.

Anche perché, spiega ancora, “noi partiamo da un fallimento. Le Regioni non si sono attrezzate per aumentare il trasporto pubblico, che e’ il vero amplificatore dei contagi, insieme ai luoghi di lavoro e alla famiglia. All’inizio dell’anno poi sono stati fatti degli errori all’interno delle scuole stesse”.

Ma assicura che bus sovraffollati, aule senza il distanziamento giusto e far circolare migliaia di ragazzi non porterà a un’impennata di contagi “se tutti si impegnano a seguire le regole in modo ferreo”. Come “imporre l’obbligo delle mascherine quando i ragazzi sono seduti al banco”, che “devono essere portate sempre negli ambienti chiusi” mentre i prof “dovrebbero indossare le ‘Fpp2’ anche quando spiegano, ossia nel momento più rischioso per i contagi”. 

Intanto le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio quando potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. E’ il frutto della riunione dell’unità di crisi della regione che ha valutato i dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza; ci sarà un’ordinanza entro domani. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.

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