La Sagra che insegna: gli alunni dell’Istituto Comprensivo Omodeo-Beethoven riscoprono la magia della p’zzetta ‘e vino cotto. Un progetto didattico che unisce tradizione, cultura e futuro
Scisciano, 13 Ottobre – C’è un profumo dolce che si diffonde per le stradine di Scisciano, quello del vino cotto e delle noci tostate, che annuncia l’arrivo della Sagra d’ ‘a p’zzetta ‘e vino cotto. Ma quest’anno, come ormai da tre edizioni, quell’aroma non è soltanto un richiamo alla festa: è il filo conduttore di un viaggio educativo che intreccia memoria, arte e conoscenza.
Con la lezione di apertura dedicata all’Associazione Culturale San Martino, ha preso il via il progetto didattico-culturale “La Sagra d’ ‘a p’zzetta ‘e vino cotto: tradizione, cultura, arte, musica e teatro”, che coinvolge centinaia di alunni dell’Istituto Comprensivo Omodeo-Beethoven. Dall’infanzia alla scuola media, i ragazzi saranno protagonisti di un percorso che li porterà a conoscere – e soprattutto a vivere – una delle espressioni più autentiche della cultura contadina locale: la preparazione della p’zzetta ‘e vino cotto, dolce antico e simbolo di identità, riconosciuto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Campania.
Ideato da Tonia De Caro, Giovanna Napolitano e Rosanna Nava, il progetto nasce dal desiderio di far dialogare la scuola con il territorio, intrecciando saperi e generazioni. Gli alunni non saranno spettatori, ma veri e propri protagonisti di un racconto collettivo: dalle aule ai vicoli del borgo, ogni attività diventa occasione per scoprire un pezzo di storia, per ascoltare una voce antica e per restituirla con creatività e linguaggi nuovi.
A guidarli in questo viaggio ci saranno anche esperti del patrimonio culturale e turistico. La dottoressa Tonia Solpietro, direttrice del Museo Diocesano di Nola, li accompagnerà alla scoperta della Chiesa di Santa Maria della Cuna, scrigno di arte e spiritualità; mentre la dottoressa Sara De Matteis, guida turistica della Regione Campania, li introdurrà al mestiere di chi racconta e valorizza i luoghi, con la lezione “Professione Guida Turistica”.
Non ci sarà soltanto teoria, ma tanta pratica, sperimentazione e partecipazione. Nel laboratorio “Partecipo e Imparo”, gli studenti metteranno letteralmente le mani in pasta, seguendo le signore dell’Associazione San Martino nella preparazione delle p’zzette secondo la ricetta di un tempo. E poi ancora musica, danza e teatro: arti che si fonderanno nello spettacolo inedito “‘O Canistro”, frutto di un lavoro corale di docenti e ragazzi.
L’arte visiva avrà il suo spazio con il contest “Decoriamo i portoni”, che colorerà le vie del paese con creazioni ispirate alla festa e alla cultura contadina. Infine, con l’iniziativa “Ti guido nel borgo”, gli studenti delle classi terze della scuola secondaria diventeranno piccoli ciceroni, accompagnando i visitatori tra le bellezze del borgo di San Martino.
“Investire nelle nuove generazioni è fondamentale per tramandare una tradizione antica come quella della p’zzetta di vino cotto”, afferma Vincenzo Nava, presidente dell’Associazione Culturale San Martino, che da anni custodisce e promuove questa eredità di gusto e memoria.
La Sagra d’ ‘a p’zzetta ‘e vino cotto, giunta alla sua 27ª edizione, non è solo una festa di sapori. È un rito collettivo che si rinnova ogni anno, un ponte tra chi c’era e chi verrà, tra mani rugose che impastano e mani giovani che imparano. In un’epoca in cui tutto corre veloce, il tempo lento della tradizione diventa un gesto di resistenza culturale: un modo per dire che le radici non sono catene, ma radici appunto — sostegno, nutrimento, identità. A Scisciano, l’educazione si fa comunità, la cucina diventa aula, e una p’zzetta di vino cotto si trasforma in una piccola lezione di civiltà. Perché custodire la memoria non significa voltarsi indietro, ma imparare a guardare avanti con gli occhi di chi sa da dove viene.
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