Scisciano, 21 Giugno – Da anni chiuso per lavori di ristrutturazione mai conclusi, il Teatro Comunale di Scisciano resta un simbolo spento di una comunità che, nonostante tutto, continua a coltivare la propria vocazione teatrale. Una vocazione viva, pulsante, che oggi è costretta a migrare nei comuni limitrofi – in particolare a San Vitaliano – per trovare spazio e ascolto.
La chiusura della struttura non ha però fermato l’impegno di associazioni e cittadini che, tra mille difficoltà, portano avanti attività culturali, soprattutto rivolte ai più giovani. In prima linea l’associazione “Il Mondo di Oz”, impegnata in progetti educativi che uniscono teatro e formazione, spesso guidati dal dott. Giuseppe La Rezza, pediatra, regista teatrale e figura storica dell’associazionismo locale. Oggi La Rezza è anche capogruppo dell’opposizione consiliare con il movimento “Cambiamo Scisciano”, e denuncia con fermezza l’inerzia amministrativa che ha privato il paese del suo cuore culturale.
“La nostra è una comunità con una nobile tradizione teatrale – dichiara La Rezza – ma senza il suo teatro è come se le fosse stata tolta la voce. Un’amministrazione che ha a cuore il benessere della comunità deve sforzarsi di creare luoghi di cultura, non scatole asettiche dove tenere prigioniero lo spirito. Deve pianificare un territorio a misura di bambino e di giovani per credere ancora di poter esistere.”
Parole dure che chiamano in causa l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Ambrosino, accusata non solo di lentezze nei lavori, ma anche della mancata rifondazione dell’Ente Teatro, che per anni ha rappresentato un punto di riferimento nella programmazione culturale cittadina.
Nonostante tutto, l’attività teatrale resiste: bambini, ragazzi e adulti continuano a recitare, creare, educare ed educarsi attraverso l’arte. Ma manca il luogo. Manca il teatro come spazio fisico e simbolico in cui riconoscersi.
Il teatro, infatti, non è solo palco e sipario: è officina di idee, luogo di crescita, di confronto, di educazione alle emozioni. Potrebbe essere, come ricorda La Rezza, “volano e speranza per costruire una società migliore”, specialmente in un tempo in cui i giovani cercano senso, identità e strumenti per affrontare la vita. A Scisciano, il silenzio del teatro chiuso è oggi più che mai assordante.
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