In un video diffuso sui social, la consigliera Tonia De Caro chiede trasparenza, legalità e chiarezza sulla vicenda dell’incompatibilità del primo cittadino. La minoranza punta il dito sulle irregolarità della convocazione del Consiglio del 9 ottobre e invoca una nuova seduta pubblica ex art. 69 del TUEL.
Scisciano, 16 Ottobre – Non si placa il dibattito politico attorno alla presunta incompatibilità del sindaco Antonio Ambrosino, una vicenda che, dopo la risposta del Ministero dell’Interno e le dichiarazioni del primo cittadino, continua a generare reazioni e richieste di chiarezza.
A intervenire stavolta è il gruppo di opposizione consiliare “Cambiamo Scisciano”, attraverso un video diffuso sui social, nel quale la consigliera Tonia De Caro espone con fermezza la posizione della minoranza e rilancia tre precise richieste politiche e istituzionali. “Il gruppo Cambiamo Scisciano intende ancora chiarire quanto sta accadendo – afferma De Caro – sulla vicenda della presunta incompatibilità del sindaco Antonio Ambrosino”.
La consigliera, sin dall’incipit, pone l’accento su un punto cruciale: la regolarità della convocazione del Consiglio comunale del 9 ottobre, definito “uno dei più importanti” della consiliatura. Secondo la De Caro, la seduta non si è tenuta per irregolarità nella convocazione e per la mancanza del numero legale, aggravata – sottolinea – dall’assenza di un’assessora di maggioranza.
Un rilievo che riapre il dibattito sulla gestione procedurale dei lavori consiliari e sull’effettivo rispetto delle regole democratiche che garantiscono il contraddittorio. “Oggi si sarebbe dovuto tenere un incontro, comunicato al nostro capogruppo, ma questo incontro non si è tenuto né si terrà in giornata”, aggiunge la consigliera, denunciando una situazione di stallo politico e istituzionale.
Da qui la prima richiesta formale: la convocazione urgente di un Consiglio comunale ad hoc, previsto dall’articolo 69 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), per affrontare in modo trasparente la questione dell’incompatibilità e rendere edotta la cittadinanza.
Una richiesta che trova fondamento anche nelle indicazioni della Prefettura di Napoli e nella nota del Ministero dell’Interno, che richiamano il ruolo del Consiglio comunale quale organo deputato a deliberare in materia di incompatibilità.
De Caro insiste su questo punto con toni decisi: “Il Consiglio Comunale deve essere convocato ex articolo 69 del TUEL – così come indicato dalla Prefettura di Napoli e ribadito nella nota del Ministero dell’Interno – perché è l’unico organo competente a chiarire la vicenda nell’ottica della legalità e della trasparenza”.
Il secondo fronte su cui si concentra la minoranza riguarda il rispetto dei principi democratici, che secondo la consigliera sarebbero stati “mortificati” durante la seduta mancata del 9 ottobre. La mancanza di un confronto aperto e di un dibattito sostanziale viene definita un grave vulnus per la vita politica cittadina, che – sostiene De Caro – dovrebbe invece fondarsi sul confronto leale tra maggioranza e opposizione.
Infine, la terza proposta del gruppo di minoranza mira a garantire la massima trasparenza: “Chiediamo che questo Consiglio Comunale sia trasmesso in diretta streaming, per permettere a tutta la cittadinanza di conoscere i fatti e di essere resa partecipe di una vita civile e politica”.
Un appello che ha un valore simbolico forte: rendere pubblica la discussione consiliare significherebbe riavvicinare i cittadini alla politica, offrendo loro la possibilità di assistere in diretta ai passaggi cruciali di una vicenda che ha generato divisioni e tensioni.
L’intervento di Tonia De Caro segna un passaggio politico significativo. Non solo perché rilancia con decisione il ruolo dell’opposizione come presidio di legalità e garanzia democratica, ma anche perché rimette al centro della scena il Consiglio comunale come luogo istituzionale della verità e del confronto.
Dopo settimane di polemiche, di accuse incrociate e di versioni divergenti, il richiamo della minoranza a un dibattito pubblico, trasparente e trasmesso in diretta rappresenta un banco di prova per l’intera amministrazione. Il rispetto delle procedure, la chiarezza sui fatti e l’ascolto dei cittadini non dovrebbero essere terreno di scontro, ma fondamento della credibilità delle istituzioni locali.
In un momento in cui la comunità di Scisciano attende risposte concrete e un clima politico più sereno, la convocazione di un Consiglio comunale limpido e regolare potrebbe essere non solo un atto dovuto, ma un gesto di responsabilità verso il bene comune — restituendo alla politica la sua funzione originaria: servire, non dividere.
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