Dalle ombre sulla gestione amministrativa allo scioglimento: Sarno e Torre Annunziata commissariati per infiltrazioni criminali

Napoli, 5 Giugno – Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di Sarno, in provincia di Salerno, e di Torre Annunziata, nel Napoletano, per accertati condizionamenti della criminalità organizzata. La decisione, assunta su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, comporta l’affidamento della gestione dei due enti a commissioni straordinarie per un periodo di diciotto mesi.

Nel comunicato finale del Consiglio dei ministri si legge che il provvedimento è stato adottato “in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa”, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.

Si tratta di una misura particolarmente significativa, che interviene quando emergono elementi tali da far ritenere compromessa l’autonomia dell’azione amministrativa a causa dell’influenza delle organizzazioni criminali. Lo scioglimento determina la sospensione degli organi elettivi e il trasferimento della gestione amministrativa a commissari nominati dal Governo.

La decisione assume un peso particolare per Torre Annunziata, dove il provvedimento arriva a poco più di un mese dalle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, esponente di una coalizione di centrosinistra.

Le dimissioni erano giunte dopo il duro intervento pubblico del procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, pronunciato il 5 maggio durante la cerimonia di avvio della demolizione di Palazzo Fienga, storico simbolo del potere della camorra oplontina.

In quell’occasione il magistrato aveva definito la demolizione “un segnale potente”, ma aveva anche lanciato un severo monito sulle condizioni della vita amministrativa cittadina. Fragliasso aveva parlato di “troppe ombre e poche luci”, denunciando presunte “opacità”, “contiguità con la criminalità organizzata”, oltre a “inammissibili inerzie” e persino “illegalità” all’interno della stessa amministrazione comunale.

Parole che avevano provocato una reazione immediata del sindaco Cuccurullo, il quale aveva annunciato le proprie dimissioni sostenendo che le dichiarazioni del procuratore colpissero non soltanto la sua persona ma l’intera comunità cittadina. Successivamente le dimissioni erano state confermate nei termini previsti dalla legge, determinando la nomina di un commissario prefettizio.

Lo scioglimento deliberato dal Consiglio dei ministri rappresenta tuttavia un passaggio ulteriore e più incisivo rispetto al commissariamento ordinario. L’ente sarà infatti amministrato da una commissione straordinaria prevista dalla normativa antimafia, con conseguente allungamento dei tempi per il ritorno alle urne.

Determinante per l’esito della vicenda è stato il lavoro della commissione di accesso insediata nei mesi scorsi a Torre Annunziata. L’organismo, composto da funzionari incaricati dal Ministero dell’Interno, aveva il compito di verificare l’eventuale esistenza di collegamenti, diretti o indiretti, tra l’attività amministrativa e gli ambienti della criminalità organizzata.

Le risultanze dell’indagine amministrativa sono confluite nella relazione trasmessa alle autorità competenti e hanno costituito uno degli elementi alla base della decisione assunta dal Governo.

Analoga sorte è toccata al Comune di Sarno, anch’esso sciolto per infiltrazioni mafiose. Sebbene il comunicato del Consiglio dei ministri non entri nel dettaglio degli elementi emersi, il provvedimento certifica l’esistenza di condizionamenti ritenuti sufficientemente gravi da compromettere il corretto funzionamento dell’ente locale.

Per entrambe le amministrazioni si apre ora una fase di gestione commissariale destinata a durare almeno diciotto mesi, periodo durante il quale le commissioni straordinarie saranno chiamate a ristabilire condizioni di legalità e trasparenza nell’azione amministrativa.

Lo scioglimento di due importanti comuni campani nello stesso provvedimento rappresenta un segnale di forte attenzione da parte dello Stato nei confronti dei fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali. La misura, tra le più incisive previste dall’ordinamento, mira a interrompere eventuali condizionamenti mafiosi e a ripristinare il pieno funzionamento delle istituzioni democratiche.

Per Sarno e Torre Annunziata si apre dunque una nuova fase amministrativa, caratterizzata dalla gestione straordinaria dello Stato e da un percorso che dovrà condurre, al termine del commissariamento, al ritorno della normale dialettica democratica attraverso nuove elezioni.

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Raffaele Ariola
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