Saviano, 24 Maggio – Durante i festeggiamenti per il quarto scudetto del Napoli, una nota stonata ha turbato la serata a Saviano: l’insegna del Roma Club locale, situata in piazza Gianturco, è stata vandalizzata da ignoti. Un gesto increscioso che ha suscitato rabbia e amarezza, non solo tra i soci del club giallorosso, ma anche tra le istituzioni cittadine.
A denunciare l’accaduto è stato il presidente del Roma Club Saviano, l’avvocato Sergio Sbarra, che ha espresso profonda delusione per l’episodio: “Siamo veramente dispiaciuti che durante i festeggiamenti per il meritato quarto scudetto del Napoli — afferma arrabbiato — i soliti non tifosi abbiano danneggiato l’insegna del nostro club. È un gesto vergognoso e squallido, che ci rammarica moltissimo. Per noi il tifo è sempre appassionato ma mai violento. Noi tifiamo per la AS Roma, ma amiamo la nostra terra partenopea.”
Sbarra ha poi aggiunto che il danneggiamento non potrà essere archiviato come semplice bravata: “Siamo certi che non si tratti di un vero tifoso del Napoli, ma di un imbecille senza cultura. Prometto ai miei soci che non ci fermeremo qua, informeremo tutte le autorità competenti.”
Parole di solidarietà sono giunte anche dal sindaco di Saviano, Vincenzo Simonelli, che ha affidato ai social il suo messaggio di vicinanza al club romanista: “Presidente, esprimo a te e a tutti i soci il dispiacere e il disappunto, fermamente convinto che episodi del genere vadano condannati senza se e senza ma. Il vostro Roma Club continuerà a rappresentare un punto di ritrovo per voi tifosi romanisti, nel rispetto delle diverse fedi calcistiche, così come è stato già negli anni passati.”
L’episodio di Saviano ci ricorda quanto ancora ci sia da lavorare sul fronte della cultura sportiva. Il tifo, in qualunque forma, dovrebbe essere espressione di passione, non di intolleranza. Danneggiare un simbolo identitario, solo perché rappresenta una squadra diversa, significa tradire lo spirito stesso dello sport, che unisce anziché dividere. In un territorio come quello campano, dove le rivalità calcistiche sono accese ma spesso vissute con ironia e rispetto, gesti del genere non solo sono inaccettabili, ma anche anacronistici. Sta a tutti — tifosi, club e istituzioni — respingere con fermezza ogni forma di violenza e riaffermare i veri valori dello sport.

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