Marigliano, 14 Giugno – Indignazione e tanta rabbia: slitta l’udienza preliminare per il caso di presunto assenteismo e truffa aggravata ai danni dello Stato all’Asl Na3 sud., distretto 48. Il caso, infatti, torna ora sotto i riflettori più forte che mai reclamando giustizia da parte della cittadinanza delusa per questo ennesimo slittamento. Motivazione: irregolarità nelle notifiche. 26 indagati. Il tutto avveniva in piena pandemia mentre il personale medico rischiava la vita. Intanto gli indagati sperano nella prescrizione e ciò non può che fare urlare alla vergogna. Si chiede giustizia e non garantismo. Chi sbaglia deve pagare. Viene rimandata al 9 dicembre, infatti, l’udienza preliminare del processo che investe la Sanità pubblica locale.

Il rinvio, disposto ieri dal Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Nola, dott.ssa Basile, riguarda il procedimento penale n. RG 493/23 GUP – n. RGNR 9491/19, uno dei più controversi della recente cronaca giudiziaria campana. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal Sostituto Procuratore dott. Pisciotta della Procura di Nola e condotta dai Carabinieri del NAS di Napoli, un presunto sistema di assenteismo sistemico e truffa aggravata ai danni dello Stato nel cuore del Distretto Sanitario 48 di Marigliano, parte dell’ASL NA 3 Sud. Il tutto sarebbe avvenuto in piena emergenza COVID, mentre il personale sanitario combatteva in prima linea contro la pandemia, spesso pagando con la vita. In quello stesso momento, secondo l’accusa, a Marigliano si consumava una frode organizzata, un “sistema delinquenziale” che avrebbe sottratto tempo e risorse alla collettività.

Gli indagati sono ventisei, tra cui dirigenti medici, infermieri, impiegati amministrativi, un’assistente sociale e un addetto alle pulizie, quest’ultimo coinvolto insieme al fratello, funzionario dell’ufficio invalidi civili. Secondo le fonti, tutti risultano ancora in servizio e alcuni di loro avrebbero già presentato istanze per l’ammissione alla messa alla prova, mentre altri confiderebbero nella prescrizione dei reati per evitare sanzioni. Il rinvio dell’udienza è stato motivato da irregolarità nelle notifiche e dalla necessità di esaminare le istanze presentate. Intanto non viene preso nessun provvedimento disciplinare, nessuna presa di posizione pubblica, nessuna misura a tutela dell’immagine dell’ente, lasciando spazio a dubbi e polemiche. Stop temporeggiamento, chi sbaglia deve pagare.

Anita Capasso

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