Il presidio ospedaliero è il primo nel Sud Italia a utilizzare il sistema Faraview a energia pulsata
Nola, 7 Maggio – Un segnale forte arriva dalla cardiologia dell’ospedale di Nola, che diventa il primo centro pubblico del Mezzogiorno a impiegare la tecnologia Faraview per il trattamento della fibrillazione atriale. Una svolta tecnologica che segna non solo un progresso medico, ma anche un importante passo verso la riduzione del divario tra Nord e Sud nell’accesso a cure avanzate.
Il sistema, che combina l’energia pulsata di Farapulse con la navigazione elettromagnetica Opal HDx, consente interventi più sicuri, rapidi e mirati, riducendo le complicanze rispetto ai metodi tradizionali. A guidare l’adozione della nuova tecnica è l’équipe del dottor Luigi Caliendo, che ha già trattato oltre cento pazienti con forme parossistiche e persistenti della patologia. Secondo quanto riferito dall’ASL Napoli 3 Sud, si tratta della prima applicazione di questa metodica in un reparto di cardiologia del Mezzogiorno.
“La procedura – spiegano i tecnici dell’ASL – consiste nell’applicazione di voltaggi elevati (circa 2000 volt) sulle vene polmonari per indurre la morte selettiva dei cardiomiociti responsabili dell’aritmia, senza danneggiare le strutture circostanti. A differenza dell’ablazione termica tradizionale, l’energia pulsata offre una maggiore selettività tissutale, riducendo così le complicanze”.
Il primario Caliendo sottolinea come il presidio di Nola sia “tra i primi in Italia a impiegare questa tecnologia in ambito pubblico”, un primato che, secondo il direttore generale Giuseppe Russo, rappresenta “un importante passo verso la creazione di un centro di riferimento per il trattamento delle aritmie complesse nel Sud Italia”. L’iniziativa si inserisce nel più ampio piano di investimenti dell’ASL volto al potenziamento dell’assistenza ospedaliera territoriale.
Il team di elettrofisiologia, guidato dal dottor Mario Volpicelli, comprende anche i cardiologi Saverio Ambrosino, Orlando Munciguerra e Ciro Pirozzi. Volpicelli evidenzia come il sistema Faraview consenta “una notevole riduzione dei tempi procedurali e della dose di radiazioni, migliorando l’outcome clinico soprattutto nei casi avanzati di aritmia”.
L’introduzione della tecnologia Faraview all’ospedale di Nola non è solo un avanzamento clinico, ma un atto concreto verso il superamento delle storiche disuguaglianze tra Nord e Sud. Portare l’eccellenza dove per troppo tempo si è registrata carenza di risorse significa rafforzare la sanità pubblica, ridurre la migrazione sanitaria e riaffermare il principio di equità nell’accesso alle cure. Innovare, in questo contesto, vuol dire anche restituire dignità ai territori e costruire una sanità nazionale davvero inclusiva.
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