Salerno, 12 Ottobre – Il desiderio di trasformare la rigidità dell’acciaio nella fluidità della vita è il cuore pulsante della ricerca artistica di Bogdan-Ionuț Scinteie (classe 1985), artista rumeno di Vaslui e in Italia da venti anni noto con il marchio artistico Bogart che ridà anima e respiro alla materia inerte. La sua indagine visiva si focalizza sul recupero di materiali ferrosi e componenti meccaniche, trasformando scarti industriali, ingranaggi e frammenti di motori in opere d’arte dinamiche, cariche di una vibrante espressività.

Figlio d’arte, Bogdan matura la propria sensibilità nella bottega del padre, dove apprende i segreti della lavorazione del legno e della meccanica di precisione. Negli anni, affina le competenze tecniche specializzandosi nella saldatura avanzata e nella carrozzeria: una padronanza artigianale che gli permette oggi di dominare il ferro con estrema naturalezza. Questa solida base tecnica si è evoluta in una necessità creativa profonda: l’esigenza di plasmare modelli ex novo partendo dal “rifiuto” meccanico, elevando il materiale di risulta a simbolo estetico e poetico.

Tra le sue tappe più recenti e significative spicca la partecipazione al Premio Internazionale “Koinè – Intersezioni d’Arte”, svoltosi nella solenne cornice del Salone dei Marmi del Palazzo di Città di Salerno. Indetto dall’eccellente presidente poetessa Francesca Patitucci, l’evento si è confermato uno straordinario punto di incontro tra forme d’arte differenti, dove poeti, scrittori, pittori e scultori si sono ritrovati per confrontarsi e condividere visioni.

Le opere in gara sono state esaminate da una giuria d’eccezione composta da poeti, saggisti e critici d’arte di riconosciuto prestigio: Francesca Misasi, Vittorio Di Ruocco, Giuseppina Califano, Laura Bruno, Aurelio Aceto, Giulio Malatacca, Pio Peruzzini, Stefania Siani, Angela Maria Malatacca, Clarita Laureti, Angelo Chiappetta, Concetta Carleo, Giovanni De Girolamo e Michele Petullà.

È proprio nell’ambito della Sezione Scultura che Bogdan-Ionuț Scinteie ha ottenuto un meritato podio conquistando il secondo posto grazie alla sua opera Donazioni. Il lavoro ha suscitato un grandissimo entusiasmo tra i presenti: poeti, scrittori e colleghi artisti hanno apprezzato a tal punto la scultura da fotografarla e inserirla tra le immagini dei propri post su Facebook, facendola diventare uno dei contenuti più condivisi e apprezzati dell’intero evento.

A cogliere con rara profondità il valore simbolico dell’opera è stato lo scrittore  Massimo Bencivenga, che ha voluto dedicare alla scultura una riflessione diventata emblematica: “E l’arte può solo smarrirsi e ritrovarsi miscelando e ibridando sé stessa. E allora mi è piaciuta molto una scultura di cuori e bulloni: siamo noi il cuore e i bulloni che, anche attraverso eventi come Koinè, cercano di tenere l’argine verso una deriva semplicistica e pericolosa. Anzi, pericolosamente semplicistica”.

Un’analisi che trova perfetto riscontro nella motivazione ufficiale con cui la Giuria ha conferito il premio a Donazioni:

“L’opera si distingue per originalità compositiva e forza simbolica, trasformando materiali industriali in un linguaggio umano. Il grande cuore metallico, attraversato da vene rosse e blu e sostenuto dalla spirale del DNA, diventa metafora di vita, solidarietà e legame universale. Le piccole figure che animano la composizione rafforzano il carattere corale dell’opera, rendendo la donazione non solo un gesto medico, ma un autentico atto di condivisione e continuità umana.”

L’opera, già insignita in precedenza di prestigiosi primi premi, si conferma dunque una scultura carica di sentimento e capace di stimolare profonde riflessioni sul senso dell’altruismo, dimostrando come anche dal metallo freddo possa scaturire un’intensa carica umana.

Il successo al Salone dei Marmi di Salerno si aggiunge a un percorso artistico segnato da importanti conferme e dal consenso della critica. Tra i traguardi principali figura il Primo Premio assoluto al Premio Internazionale alla Casina Vanvitelliana di Bacoli – conquistato tra oltre 100 artisti internazionali con un’installazione dedicata alla Luna premiata dal critico Giorgio Gregorio Grasso – e la personale presso Palazzo Allocca a Saviano, dove ha svettato la sua opera monumentale raffigurante un cane a grandezza naturale del peso di 50 kg, nato da oltre 100 ore di meticolosa composizione e saldatura.

La sua ascesa nel panorama contemporaneo prosegue con le imminenti esposizioni presso il Teatro Comunale di Palma Campania e un fitto calendario di inviti per la primavera 2026. L’arte di Scinteie dimostra così di non essere semplice riciclo, ma una vera e propria metamorfosi: nelle sue mani ogni bullone e ingranaggio smarrisce la funzione originaria per farsi muscolo, tendine e dettaglio lirico, imponendolo tra i profili più originali e affascinanti della scultura metallica contemporanea.

A coronare il Gran Gala di Premiazione Koinè, regalando un momento di pura suggestione a tutti i presenti, è stata la declamazione estemporanea del poeta pluripremiato Alfonso Gargano, che come da tradizione ha voluto omaggiare la serata e i suoi protagonisti con i suoi versi in chiusura di manifestazione:

“Salerno  Nonostante la pioggia / che preannuncia l’inverno / In ogni ordine di posto la sala gremita / E con i saluti di rito la cerimonia è partita / Con la sezione studenti iniziano le premiazioni / artisti in erba che donano emozioni / Premio speciale a chi nelle arti si è distinto / Un libro, un concorso, un dipinto. / Si procede tra ospiti e premiazioni / Per il tempo solo ai podi le declamazioni / gli uscenti attendono la fine della premiazione / E la chiusura della sala e della manifestazione. / Il tempo è terminato di fretta tutti via / Grazie a Francesca Patitucci e alla giuria.»

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.