Marigliano, 5 Maggio – Il Comitato Costituente Futuro Nazionale – Marigliano 380 rompe il silenzio sulla gestione delle residenze ai cosiddetti “soggetti fragili” e lancia un duro atto d’accusa contro un’amministrazione che sembra aver smarrito il senso della realtà e il rispetto per i propri concittadini.
“Assistiamo basiti a una narrazione trionfalistica da parte della Giunta, che si fregia di riconoscimenti regionali mentre il nostro territorio, già martoriato da anni di incuria e abbandono, viene spinto verso un punto di non ritorno. Ci chiediamo, con estrema chiarezza: quale sarebbe il beneficio per i cittadini di Marigliano nell’accogliere flussi incontrollati di migranti attraverso la pratica della residenza facile?”. L’analisi dei fatti ci conduce a una conclusione tanto amara quanto evidente: per la cittadinanza di Marigliano questo provvedimento non produce alcun beneficio concreto, ma si traduce esclusivamente in un aggravio di criticità per un territorio già saturo.
In primo luogo, l’estensione indiscriminata delle residenze comporta un’inevitabile pressione supplementare sui servizi sociali e sulla sanità locale, settori che già oggi faticano a garantire standard dignitosi ai residenti storici. Ogni nuova iscrizione anagrafica non è un semplice numero, ma un carico assistenziale che grava su bilanci e servizi comunali già esigui.
In secondo luogo, emerge una questione di sicurezza e tenuta sociale. Senza adeguate strutture di supporto e monitoraggio, si rischia di alimentare aree di marginalità che minano l’equilibrio della nostra comunità.
Il paradosso di Pontecitra: due pesi e due misure
È inaccettabile la disparità di trattamento a cui siamo costretti ad assistere. Com’è possibile che per anni – e purtroppo accade tuttora – sia stata negata la residenza a cittadini italiani a Pontecitra? Parliamo di figli che si sono allontanati dal nucleo familiare per motivi di impiego e che, per ragioni personali, cambi di lavoro o necessità di prestare assistenza a genitori ammalati, hanno chiesto di rientrare. Tra questi figurano persone con gravi disabilità e in situazioni di estrema fragilità che si vedono sbattere la porta in faccia, mentre oggi si stendono tappeti rossi e procedure accelerate per l’immigrazione.
Forse perché i cittadini di Marigliano non rientrano nel “sistema” dell’assistenzialismo migratorio? Questo non è buonismo, è un tradimento verso la propria comunità.
Promuovere Marigliano come modello di “residenza facile” altro non è che un invito esplicito rivolto ai migranti a recarsi sul nostro territorio: una politica scellerata che rischia di alterare definitivamente l’equilibrio sociale della nostra città.
“Se questa amministrazione pensa di trasformare Marigliano nel terminal dell’accoglienza campana per scopi politici o economici di qualcuno, troverà in noi un muro invalicabile”, conclude la nota. “I mariglianesi meritano dignità, chiarezza e, soprattutto, di essere messi al primo posto a casa loro.”
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