Sicurezza bancaria: meno rapine nel Paese, ma la Campania resta tra le regioni a rischio
Napoli, 9 Marzo – Le rapine in banca diminuiscono a livello nazionale, ma la Sicilia continua a guidare la classifica delle regioni più colpite. È quanto emerge dall’analisi degli ultimi dati pubblicati a fine 2025 dall’Ossif, il centro di ricerca dell’Associazione bancaria italiana sulla sicurezza anticrimine.
A sottolinearlo è Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo, che evidenzia come nel 2024 il numero complessivo di rapine agli sportelli bancari sia calato in gran parte del Paese. Nonostante il trend positivo, l’isola registra il dato più alto sia per numero di episodi sia per livello di rischio. Nel 2024 in Sicilia sono state registrate dieci rapine in banca, il numero più alto tra tutte le regioni italiane. Seguono la Lombardia con nove episodi e la Campania con sette.
Il calo delle rapine ha interessato tredici regioni italiane, tra cui la Lombardia, dove la diminuzione ha raggiunto il 53%. In Sicilia, invece, la situazione resta più critica: l’indice di rischio – che misura il rapporto tra rapine e numero di sportelli – è pari a una rapina ogni cento sportelli, oltre tre volte superiore alla media nazionale, ferma a 0,3.
Tra le province italiane più interessate dal fenomeno, Catania risulta la più colpita nel 2024 con sei rapine, il doppio rispetto alle tre registrate nel 2023. Palermo compare al settimo posto della graduatoria nazionale con due episodi.
Anche l’indice di rischio conferma il primato negativo della provincia etnea: a Catania si registrano 2,8 rapine ogni cento sportelli, in forte aumento rispetto all’1,3 dell’anno precedente. Seguono Caltanissetta con 1,7 e Palermo con 0,8, valori comunque superiori alla media nazionale.
L’analisi dei dati evidenzia anche alcune modalità ricorrenti nelle rapine agli istituti di credito. Nel 44% dei casi i malviventi hanno agito in coppia, mentre nel 35% delle rapine il colpo è stato messo a segno da un solo individuo.
La maggior parte dei rapinatori ha nascosto il volto (79%) e ha agito in tempi molto rapidi: nel 63% dei casi la rapina si è conclusa in meno di dieci minuti. L’accesso avviene quasi sempre dall’ingresso principale della banca (77%).
Dal punto di vista temporale, i colpi si concentrano soprattutto il venerdì, giorno in cui si registra il 31% delle rapine. L’orario più frequente è la fascia tra le 9 e le 10 del mattino, che rappresenta il 21% degli episodi. Per quanto riguarda le armi utilizzate, nel 43% dei casi sono state impiegate armi da fuoco, mentre nel 36% armi da taglio.
Secondo Urzì, per contrastare il fenomeno sono necessari interventi coordinati. “Servono azioni mirate e multilivello che coinvolgano banche, istituzioni e forze dell’ordine”, sottolinea il dirigente sindacale. “La sicurezza non è un costo ma un investimento”, aggiunge, evidenziando come la tutela dei lavoratori degli sportelli bancari sia strettamente legata alla fiducia dei cittadini nel sistema creditizio. Per questo, conclude Urzì, “la Sicilia merita attenzione, risorse e soluzioni concrete” per invertire una tendenza che, nonostante il calo nazionale delle rapine, continua a destare preoccupazione nell’isola.
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