Baiano, 28 Maggio – Domenica 8 giugno, a partire dalle ore 16.30, presso la Comunità tutelare per persone non autosufficienti “Villa Santo Stefano” di Baiano, prenderà il via la celebrazione conclusiva della terza edizione del Progetto RADICI 3.0. Un appuntamento carico di significato, pensato per onorare un percorso che ha saputo restituire dignità, benessere e centralità alla terza età.
Nato nel 2022 da un’idea di Maria Grazia Cava, presidente dell’associazione “Un Mondo Magico”, in sinergia con la dirigente della struttura, la dott.ssa Iolanda Cosenza, il progetto RADICI 3.0 si è distinto per la sua capacità di coniugare assistenza e crescita personale, stimolando il potenziale umano e creativo degli ospiti della struttura attraverso laboratori e attività terapeutiche. Non un semplice intervento socio-assistenziale, ma un’esperienza immersiva che ha visto la collaborazione di professionisti e realtà del territorio, tra cui il “dottore della risata” Francesco Spera, l’attore Nicola Le Donne con il suo M&M Group, l’animazione di Antonella La Manna e i laboratori artistici di Francesca Sgambato.
Il pomeriggio dell’8 giugno sarà dunque una festa, ma anche una testimonianza concreta di come il benessere psico-fisico degli anziani possa e debba essere coltivato con cura, passione e continuità. Yoga della risata, art therapy, animazione e teatro: il programma delle attività, tanto variegato quanto mirato, ha permesso ai partecipanti di riscoprire energie sopite, raccontare storie, ridere, emozionarsi e sentirsi parte attiva di una comunità che non li dimentica.
“Da tre anni lavoriamo con costanza – spiegano i membri dell’Associazione Un Mondo Magico – per costruire, insieme a realtà pubbliche e private, un percorso condiviso di benessere e solidarietà. RADICI 3.0 è il frutto di questa visione: un cammino comune che ha restituito agli anziani la possibilità di sentirsi protagonisti.”
E proprio nella parola “radici” si cela il cuore del progetto: le radici che affondano nella memoria, nell’esperienza e nella saggezza di chi ha vissuto e che oggi, pur in condizioni di fragilità, ha ancora molto da donare. In un’epoca spesso improntata alla rapidità e all’oblio, riscoprire il valore della lentezza, della cura e dell’ascolto diventa un gesto rivoluzionario.
Iniziative come RADICI 3.0 ci ricordano che la terza età non è una stagione da sopportare, ma una fase da onorare. È nella relazione intergenerazionale, nel recupero del tempo condiviso e nella valorizzazione delle capacità residue, che si costruisce una società più umana e più forte. Gli anziani non sono semplici destinatari di cure, ma portatori di una ricchezza inestimabile: la loro memoria, le loro storie, la loro resilienza. Sostenerli non è solo un dovere civile, ma un investimento culturale e morale per il futuro di tutti.
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