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Primo Maggio, preoccupano i dati sull’occupazione: persi 900mila posti dall’inizio della pandemia fino a marzo 2021

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Napoli, 1 Maggio – Nel giorno della Festa del Lavoro, Primo Maggio, i dati sull’occupazione mostrano una ripresa che stenta: quasi 900mila posti sono stati persi dall’inizio della pandemia fino a marzo 2021.

Secondo l’Istat soltanto nel primo trimestre del 2021 sono 254mila i lavoratori che si sono fermati. Il blocco dei licenziamenti è stato lo strumento che ha arginato il fenomeno. “Non possiamo perdere altri posti di lavoro”, dice il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, chiedendo ancora una volta di mantenere il blocco dei licenziamenti per tutte le aziende fino all’autunno.

Le statistiche non prospettano ripresa e il prodotto interno lordo diminuisce ancora nel primo trimestre 2021, dello 0,4% rispetto al quarto trimestre del 2020. Meglio sia della Germania che in qualche modo fa segnare un drastico -1,7% sia delle previsioni del governo che stimava un calo congiunturale dell’1,2%. Su base annua il Pil ha subito una contrazione dell’1,4% rispetto al primo trimestre del 2020. In leggera controtendenza il tasso di disoccupazione che scende di 0,1 punti al 10,1%, grazie al recupero di 34 mila occupati tra febbraio e marzo. Le categorie più colpite restano giovani e donne.

La disoccupazione giovanile torna ai massimi da quasi tre anni, al 33%, mentre il tasso di occupazione femminile raggiunge il livello minimo dal 2016, il 47,5%. Il Primo maggio “ha un significato ancora più importante, perché è il lavoro che sconfiggerà il virus, ed è il lavoro delle persone che può costruire un altro modello sociale. E quindi questa idea che le persone si debbano unire per potersi realizzare meglio nel lavoro e attraverso questo poter cambiare anche la società è un messaggio più che mai attuale. Anche per rispondere alla solitudine, alla paura e alle difficoltà che questa pandemia ha fatto esplodere”, ha commentato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

Le riaperture dei locali all’aperto nonostante i dubbi, le regioni già in zona gialla e le altre che si avviano a passare da rosse ad arancione dal prossimo 3 maggio (Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) costituiscono un nuovo fronte di partenza, anche per il Lavoro. Fermo restando che l’indice di contagio nazionale (Rt) stazioni sotto l’1 e il raggiungimento – a un passo – dell’obiettivo delle 500 mila somministrazioni giornaliere. Nuovi lasciapassare per ulteriori aperture. 

“Non la vedo come una festa ma come una giornata di rabbia”; “non è una festa ma è una giornata di mobilitazione”: le parole del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, anticipano il clima con cui Cgil, Cisl e Uil si preparano a celebrare oggi il Primo Maggio. Con uno slogan: ‘L’Italia si cura con il lavoro’.

La scelta dei sindacati confederali su come vivere oggi la festa dei lavoratori è doppiamente simbolica: l’emergenza Covid non consente ancora di tornare al tradizionale corteo per un grande manifestazione nazionale ma Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza con tre manifestazioni nazionali unitarie, con delegati e operai, non numerosi, con le distanze e le precauzioni necessarie ma dando così un segnale di fiducia sulla prospettiva di ripartenza del Paese; e le manifestazioni saranno in tre luoghi “simbolici del mondo del lavoro”, diversi per i temi e le realtà del territorio che queste tre scelte vanno a sottolineare.

Le tre manifestazioni nazionali unitarie sono a Terni, dove il leader della Cgil, Maurizio Landini, parlerà dalle acciaierie Ast;  a Passo Corese (Rieti), dove dal sito di Amazon parlerà il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri; il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, parlerà dall’Ospedale dei Castelli in località Fontana di Papa (Roma).

I tre interventi saranno in diretta Tv  dalle 12:15 alle 13. In tutte le manifestazioni i delegati delle varie categorie interverranno a partire dalle 11:30.Sui social l’hashtag da seguire è #1M202. L’emergenza Covid impone ovviamente di rinunciare al Concertone di piazza San Giovanni: si terrà presso la cavea dell’Auditorium della Musica (Roma), con una presenza limitata di pubblico. 

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