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Previdenza, approvato il bilancio 2019 della Cassa ragionieri con utile di 165,3 mln

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Roma, 28 Aprile – Il Comitato dei delegati della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, ha approvato a larga maggioranza il bilancio d’esercizio dell’anno 2019, che chiude con un utile al lordo di accantonamenti e rettifiche di valore pari a 165,3 milioni di euro (utile netto pari a 64,08 milioni). 
Il risultato a consuntivo, rispetto al preventivo assestato di novembre 2019, è influenzato positivamente dalla minore rettifica di valore dei valori mobiliari iscritti nel circolante, che ha comportato una svalutazione netta di 4,3 milioni a fronte dei 15 milioni stimati nel preventivo assestato, nonché dai lusinghieri risultati della gestione del patrimonio mobiliare grazie al più che positivo andamento dei mercati finanziari. L’andamento dei mercati mobiliari nell’ultimo semestre del 2019 ha prodotto un risultato oltre le attese, che ha consentito all’ente di annullare la sensibile svalutazione di oltre 40,6 milioni appostata nell’esercizio 2018 grazie agli ottimi risultati realizzati sia dagli investimenti in gestione attraverso i mandati, sia attraverso gli investimenti dei titoli diretti. Risultati che hanno consentito anche di recuperare integralmente l’appostamento della fiscalità differita sulle minusvalenze fiscali in unico esercizio. Le altre poste che portano alla rilevazione del risultato lordo di 165,3 milioni, sono ascrivibili alle rettifiche di valore dei crediti verso iscritti e conduttori di immobili che assommano a 56,5 milioni di euro circa, alla svalutazione delle partecipazioni immobilizzate per 39,3 milioni a fronte di perdite di valore ritenute durevoli, mitigati dalla ripresa di valore delle partecipazioni iscritte nell’attivo circolante per euro 8,08 milioni, dall’accantonamento per rischi ed oneri per euro 9,2 milioni di euro.
Il risultato al lordo delle rettifiche dei valori finanziari, iscritti nel circolante (4,3 milioni meno 8,08 milioni di rivalutazioni), delle rettifiche di valore dei crediti contributivi e locativi (56,5 milioni), nonché delle immobilizzazioni finanziarie (39,3 milioni) si attesta a 165,3 milioni in crescita rispetto al corrispondente risultato lordo del 2018 (120,4 milioni).
Gli iscritti al fondo tra attivi e pensionati attivi sono pari 28.589, a fronte della stima di 28.290 con i quali si sono stimate le entrate contributive del 2019 nel bilancio di previsione.
Le pensioni erogate tra dirette e indirette rilevano 9.760 prestazioni (si incrementano di 249 prestazioni tra dirette, e indirette pari al 2,62% in più) a fronte di una stima previsionale di 9.701. L’incremento è fortemente influenzato dalle 162 pensioni in cumulo erogate nel 2019 (128 di vecchiaia, 1 indiretta e 33 pensioni anticipate). Nonostante il lieve decremento delle prestazioni (-1,70% in meno rispetto alla previsione), la spesa previdenziale si è attestata a 235,6 milioni a fronte di una previsione assestata di 239.7. L’accertamento delle entrate per contributi è pari a 345,2 milioni (incluse le sanzioni e gli interessi per ritardato pagamento) a fronte di una previsione assestata di 315,3 milioni.
Il patrimonio investito è pari a 2.110,4 milioni di euro a fronte di una valutazione a mercato di 2.218,3 milioni di euro. Il rendimento finanziario delle gestioni patrimoniali mobiliari si è attestato al 14,90%, registrando un risultato pressoché allineato rispetto all’asset allocation strategica che ha chiuso il 2019 al 15,02%. Dal conferimento dei mandati ai gestori selezionati mediante gara europea il rendimento dal 25/06/2015 al 31/12/2019 è pari a +21,03% contro il rendimento del benchmark dell’AAS che registra da inizio mandato un +25,08%.
La fase eccezionale di mercato si sta oggi ripetendo in senso contrario, fortemente influenzata dalla situazione di emergenza sanitaria causata dalla pandemia del Covid-19. Infatti, le gestioni patrimoniali da inizio anno 2020 alla fine di marzo hanno fatto registrare un rendimento finanziario negativo del -12,63% contro un rendimento del portafoglio benchmark del -12,29%. Si auspica che le misure di politica fiscale e di politica monetaria, consentano un recupero dopo la stabilizzazione delle misure di contrasto alla pandemia, come emerge dai primi risultati del rendimento finanziario registrato in aprile. 
Nel corso dell’assemblea, che per la prima volta si è svolta integralmente in videoconferenza (con coordinata da una ‘task force’ operativa della Cnpr che ha consentito il regolare svolgimento dei lavori), a seguito delle misure emergenziali, è stata inoltre approvata la modifica del regolamento della previdenza, volta a superare la duplicazione del contributo integrativo gravante sui soci delle STP, a fronte delle prestazioni fatturate alla società cui partecipano. Si auspica l’accoglimento da parte dei Ministeri vigilanti, al fine di incentivare lo sviluppo delle società tra professionisti nei prossimi anni.

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