Il richiamo del Pontefice dalla vicenda delle Chagos al futuro della prosperità umana
Città del Vaticano, 23 Agosto – “La rinnovata prospettiva del vostro ritorno nel vostro arcipelago natale è un segno incoraggiante e ha forza simbolica sulla scena internazionale: tutti i popoli, anche i più piccoli e i più deboli, devono essere rispettati dai potenti nella loro identità e nei loro diritti, in particolare il diritto di vivere nelle proprie terre; e nessuno può costringerli a un esilio forzato”. Con queste parole, Papa Leone XIV ha accolto in udienza in Vaticano la delegazione del Chagos Refugees Group di Port Louis, proveniente dalle Isole Mauritius. Gli abitanti dell’arcipelago, espulsi circa sessant’anni fa per consentire l’installazione di una base militare, chiedono da tempo il riconoscimento del loro diritto al ritorno.
Il Pontefice ha auspicato che “le autorità di Mauritius e anche la comunità internazionale si impegnino affinché il vostro ritorno, dopo 60 anni, avvenga nelle condizioni migliori possibili”. Leone XIV ha ricordato le sofferenze di decenni di esilio – “povertà, disprezzo ed esclusione” – e ha invitato i rifugiati a guardare avanti, confidando nella grazia del perdono. “La Chiesa locale – ha aggiunto – non mancherà di offrire il suo contributo, soprattutto spirituale, come ha sempre fatto nei giorni della prova”.
In mattinata, Leone XIV ha ricevuto anche i membri dell’International Catholic Legislators Network, riuniti in Vaticano per il 16º incontro annuale sul tema “Il nuovo ordine mondiale: le politiche delle grandi potenze, il dominio delle multinazionali e il futuro della prosperità umana”.
Il Pontefice ha denunciato l’illusione di un futuro ridotto a benessere materiale e libertà individuale senza limiti, sottolineando come tale visione lasci molte persone nella solitudine, soprattutto nelle società economicamente sviluppate. “La prosperità umana autentica – ha spiegato – deriva da quello che per la Chiesa è lo sviluppo umano integrale: la piena crescita della persona in ogni dimensione: fisica, sociale, culturale, morale e spirituale”.
Le parole di Leone XIV, rivolte da un lato a un popolo esiliato e dall’altro ai legislatori di diversi Paesi, delineano un filo comune: la dignità della persona non può essere subordinata né agli interessi geopolitici né a quelli economici. La vicenda degli abitanti delle Chagos richiama l’urgenza di difendere il diritto dei popoli a radicarsi nella propria terra, mentre l’appello ai legislatori invita a non ridurre la prosperità a un concetto puramente consumistico.
Nel messaggio del Papa emerge dunque una duplice denuncia: l’abuso dei potenti che calpestano i deboli e l’illusione di un benessere che non sa rispondere alla sete più profonda dell’uomo. A tenerle insieme è la visione cristiana dello “sviluppo integrale”, che lega giustizia sociale e crescita spirituale. Un richiamo che, in un mondo frammentato e attraversato da nuove forme di disuguaglianza, appare oggi più che mai attuale.
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