Abitare l’abbandono: Wanda Marasco e la forza etica della scrittura

Palma Campania, 30 Gennaio – A Palma Campania la letteratura torna a farsi corpo, respiro, ascolto. Mercoledì 4 febbraio 2026, alle ore 18.30, la Sala Teatrale Comunale accoglierà la presentazione di Di spalle a questo mondo, il nuovo romanzo di Wanda Marasco, vincitore del Premio Campiello 2025. Un appuntamento che non è soltanto un evento letterario, ma un atto conclusivo carico di senso: l’ultimo incontro dell’edizione 2026 della rassegna culturale “Un libro sotto l’albero”, giunta all’undicesima edizione.

In due mesi la rassegna ha trasformato Palma Campania in un luogo di attraversamenti narrativi, portando in dialogo la comunità con nove protagonisti della narrativa italiana contemporanea, tra cui Viola Ardone e Rosario Esposito La Rossa. Un progetto promosso dall’Amministrazione comunale e dall’Assessorato alla Cultura, guidato dalla vicesindaco Elvira Franzese, pensato per l’intera cittadinanza e per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Una rassegna curata dalla stessa Franzese e coordinata, per il secondo anno consecutivo, dagli scrittori Luigi Romolo Carrino e Michela Buonagura, che ha saputo coniugare qualità letteraria e radicamento territoriale.

Chiude il percorso Wanda Marasco, una delle voci più radicali e raffinate del panorama letterario italiano. Di spalle a questo mondo è forse il punto più alto di una ricerca che da anni interroga i corpi, la memoria, le ferite invisibili della storia. La sua non è una prosa che accompagna: è una lingua che resiste. Ogni frase si muove come un’onda lunga, chiede attenzione, dimora. Musicale e vischiosa, la scrittura fonde il dialetto napoletano alla dizione poetica, alterna ritmo e sospensione, facendo della lingua stessa un atto etico.

Come in tutta la sua opera, Marasco parte dal corpo per arrivare al pensiero: il respiro del malato, la mano che trema, la parola che fatica a uscire. È qui che il romanzo trova la sua forza più profonda. La cura non è guarigione, non è pietà: è resistenza al disumano. Ferdinando e Olga curano animali, pazienti, bambini siciliani; ma nel gesto della cura finiscono per curare anche se stessi. La malattia mentale, lontana dall’essere una condanna, diventa una porta percettiva, un’altra luce sul mondo. “L’abbandono, se accettato, è la forma più alta della conoscenza”, scrive Marasco, rovesciando il culto della performance in una filosofia della fragilità fertile.

Il romanzo affonda le sue radici nella Napoli di fine Ottocento, che non è semplice sfondo ma organismo vivo, specchio del tumulto interiore dei personaggi. Al centro c’è Olga, moglie del medico e scienziato Ferdinando Palasciano, genio visionario e precursore della Croce Rossa, uomo interamente votato alla propria missione etica e scientifica, spesso inaccessibile sul piano affettivo. Di spalle a questo mondo prende la forma di un lungo monologo interiore, una confessione lucida e dolorosa in cui Olga ripercorre una vita vissuta accanto a un uomo che appartiene più al regno delle idee che a quello delle relazioni. È un romanzo che interroga il sacrificio, l’amore non corrisposto, il peso della genialità maschile sulle vite delle donne, restituendo finalmente voce a chi è rimasto troppo a lungo in silenzio.

Ogni scena sembra costruita come una camera teatrale: i dialoghi hanno una musicalità antica, le descrizioni dei corpi evocano la pittura sacra, i pensieri oscillano tra lirismo e delirio. Marasco unisce la lingua delle madri e quella dei medici, la parola studiata e quella raccolta nei vicoli. Con pochi termini sontuosi e una precisione quasi chirurgica, riesce a dare parola all’invisibile, a quella parte di noi che continua a tremare ogni giorno. La lingua della cura diventa lingua della poesia.

Diplomata in Regia all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, Wanda Marasco attraversa poesia, narrativa, teatro e saggistica. Ha esordito nella narrativa con L’arciere d’infanzia, Premio Bagutta Opera Prima, ha vinto il Premio Montale per la poesia con Voc e Poè, è stata selezionata e finalista al Premio Strega con Il genio dell’abbandono e La compagnia delle anime finte. I suoi testi sono tradotti in diverse lingue e alcuni sono stati portati in scena, confermando una scrittura che nasce per essere detta, ascoltata, incarnata.

A dialogare con l’autrice, mercoledì 4 febbraio, sarà Enzo Rega, filosofo, saggista e scrittore, studioso di filosofia, letteratura e cinema, mentre la serata sarà moderata da Luigi Romolo Carrino. Un incontro che si annuncia denso, attraversato da pensiero e parola, capace di restituire al pubblico non solo un libro, ma un’esperienza. Con la presentazione di Di spalle a questo mondo si chiude una rassegna che ha messo al centro il dialogo tra letteratura, territorio e comunità. Un finale che è anche un’apertura: perché la buona letteratura, quando è vera cura, non finisce con l’ultima pagina. Rimane. E continua a interrogare.

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Luigi Romolo Carrino
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Enzo Rega
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Wanda Marasco

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.