“Un libro sotto l’albero” apre con “Addo Verbum”: parole, scuola e lotta al bullismo

 

Palma Campania, 14 Dicembre – L’undicesima edizione della rassegna culturale “Un libro sotto l’albero”, creata e curata dalla Vice Sindaco del comune di Palma Campania, Elvira Franzese, nonché delegata alla cultura, per il secondo anno consecutivo è organizzata dallo scrittore Luigi Romolo Carrino e dalla professoressa, scrittrice e poeta Michela Buonagura, due personalità di spicco nel mondo letterario.

Un libro sotto l’albero è la rassegna di incontri letterari, organizzati in sessioni pomeridiane e mattutine per gli studenti delle scuole palmesi, un vero e proprio festival letterario, un’occasione unica per avvicinarsi al mondo della scrittura e lettura attraverso il confronto diretto con gli autori invitati.

 La rassegna, che si è ormai affermata come un incontro abituale tra dicembre e febbraio, accoglie autori del panorama nazionale e della nostra regione. Gli incontri avranno luogo nel teatro comunale e presso la biblioteca Michele Coppola in date fissate. Anche quest’anno la rassegna offre opere di narrativa di diversi generi, includendo per la prima volta anche la poesia, affrontando temi rilevanti come il bullismo, la guerra, la discriminazione, il rispetto per l’ambiente, l’emarginazione, i diritti violati, l’educazione all’ affettività e legalità, concludendo con un romanzo che esplora la vita, la follia e, in particolare, la totale compassione di Ferdinando Palasciano, fondatore della Croce Rossa.

Il 12 dicembre 2025 la rassegna si è aperta con il libro: Addo Verbum, Loescher Zanichelli Editore, dell’autrice Angela Ceraso.  La referente del progetto lettura professoressa Stefania Rega con le docenti Maria Rosaria Solano, Michela Manzi, Veronica Alfano, Anna Grasso, Giuseppina Malinconico e Luisa Corcione, per gli studenti delle classi seconde secondaria di primo grado, istituto comprensivo Vincenzo Russo, capitanato dalla Dirigente scolastica Enza D’Agostino, hanno davvero fatto una scelta stimolante con Addo Verbum. 

Dopo il saluto del sindaco Nello Donnarumma, il direttore della rassegna, Luigi Romolo Carrino, ha presentato la scrittrice Angela Ceraso che è operosissima nel campo culturale e ha facilitato i vari interventi degli alunni.

Angela Ceraso, laureata in Scienze della comunicazione e counseling relazionale con il massimo dei voti, ha partecipato a corsi di scrittura terapeutica ed emozionale. Insegna scrittura e lettura creativa in scuole locali, ricevendo vari premi, l’ultimo dei quali è Eccellenza culturale Campania. Ha scritto per Armando Curcio Editore nella collana Bluemoon Romance, pubblicando sotto pseudonimo. Nel 2016 ha pubblicato Amore a ritmo di SMS. Attualmente collabora con Loescher Zanichelli, contribuendo a romanzi scolastici e apparati didattici. Tra le sue opere ci sono A un passo dal filo spinato e Addo Verbum. Nel 2026 uscirà Piume di brina. Scrive articoli e racconti per testate nazionali e digitali, collaborando anche con Medusa editrice dal 2025.

Michela Buonagura ha dato ai presenti un’analisi attenta del libro “Addo Verbum – Aggiungo una parola,” che racconta la storia di Laura, una ragazza che impara troppo presto il peso feroce delle parole quando diventano arma. “A scuola, il suo corpo adolescenziale è esposto al giudizio spietato dei compagni: i commenti e le risatine, l’offesa esplicita e la derisione sottile, lo sguardo che giudica anche senza parlare, soprannomi intollerabili, scolpiscono sulla sua pelle il marchio della vergogna. Ogni suo gesto viene distorto e ridotto a motivo di scherno. E la violenza non si ferma alle parole, diventa persino aggressione fisica. Il bullismo che subisce Laura, quindi, assume forme molteplici, è violenza quotidiana, e si sedimenta, trasformando la sua esistenza, rendendola sempre più fragile. Per non cedere, per non lasciarsi schiacciare dalla sofferenza, Laura inventa un rito semplice e antico come il respiro: ogni giorno, una parola. La scrive sui social, la isola, la osserva. È la parola che l’ha ferita, l’insulto che le è rimasto addosso.  E Buonagura, rivolgendosi ai ragazzi continua l’analisi del testo soffermandosi sulle parole che scrive l’autrice Ceraso. Un modo per circoscrivere il male, per nominarlo e renderlo meno oscuro. In questo rituale c’è la sua resistenza: perché le parole ci trasformano nel bene e nel male

Continua Buonagura – Laura chiama la sua rubrica Addo verbum, Aggiungo una parola, perché il verbo latino “addere” significa sì principalmente aggiungere, ma può anche indicare l’infondere coraggio (animum addere). E purtroppo, il coraggio lo deve trovare in sé stessa, non può chiedere aiuto alla sua famiglia.  Vive con una zia amorevole ma stremata dalla fatica del quotidiano; la madre, reclusa e consumata poi da una malattia che non perdona, rimane per lei una ferita aperta. E anche questo, nel contesto in cui vive, diventa motivo di distanza: una ragazza con una madre in carcere è un facile bersaglio, una persona da cui molti si allontanano.

Laura vive ai margini, pur essendo circondata da persone, subisce in solitudine tutta questa cattiveria. Da soli tutto diventa più difficile, si sente il bisogno di un appiglio per non cadere. Il più delle volte basta un gesto gentile a cambiare il percorso di una vita, la presenza di qualcuno che ascolta può diventare un’ancora di salvezza. Giulia, una compagna di classe, le porge una mano senza chiedere spiegazioni. Da quell’incontro nasce la possibilità di entrare in un gruppo di volontariato che porta un po’ di luce ai bambini in ospedale. In quel luogo sospeso, Laura ritrova sguardi che non giudicano, voci che la chiamano per nome e non per come appare. Fra queste nuove presenze c’è Tommy, un ragazzo che l’aveva soccorsa in un momento oscuro e che torna nella sua vita. Non pesa il suo passato, non misura la sua fragilità, non la costringe in nessuna forma. Con lui e con gli amici che lentamente si fanno casa, Laura scopre che reagire al bullismo non significa soltanto difendersi, ma anche riconoscere la propria dignità. In filigrana scorre anche una riflessione più ampia sulla responsabilità sociale, sulla necessità di riconoscere le violenze invisibili che si consumano ogni giorno, in ogni scuola, in ogni gruppo di adolescenti. E, allo stesso tempo, sulla potenza dei gesti comunitari: la solidarietà, il volontariato, i luoghi in cui la fragilità non viene nascosta, ma accolta.

Addo Verbum – Aggiungo una parola diventa così un percorso di rinascita, un romanzo in cui la crescita personale si intreccia alla denuncia sociale; una storia che spinge a guardare alla vita degli adolescenti con maggiore attenzione, ricordando che dietro ogni ragazza e ogni ragazzo può nascondersi un mondo fragile in attesa di essere ascoltato. E che ogni parola, quella detta e quella taciuta, può contribuire a ferire o, finalmente, a guarire. È stata una mattinata emozionante e costruttiva. I giovani studenti entusiasti di aver letto il libro hanno potuto fare tantissime domande alla scrittrice, che ha dato risposte esaurienti per contrastare il bullismo e anche consigli dettati dalla sua esperienza di madre e di scrittrice, insistendo quanto è fondamentale favorire un clima di rispetto, empatia e inclusione mediante iniziative scolastiche, educando i ragazzi a intervenire, a non isolarsi e a utilizzare i social media in modo responsabile. Gli adulti devono prestare attenzione, sostenere l’autoefficacia dei giovani e agire prontamente, anche se non è facile, c’è bisogno della collaborazione delle scuole e delle famiglie per sviluppare un ambiente tranquillo e di aiuto.

Commossi dall’interloquire dell’autrice, hanno presentato la copiosa produzione di cartelloni e esposti i loro  pensieri intorno alla tematica del libro che sicuramente ha smosso gli animi degli studenti con riflessioni appropriate, tanto che il lavoro prodotto con la sagoma di una donna, su cui hanno attaccato le parole negative scritte sulla parte rossa, simbolo delle ferite e poi quelle positive su quella verde, simbolo di speranza e riscatto, hanno fatto commuovere tutti e la stessa Ceraso si è complimentata con gli alunni delle classi seconde dell’istituto  e le loro  docenti. Tante immagini, riflessioni, pensieri hanno testimoniato l’impegno delle scolaresche.  Si è creato un clima di forte empatia tra loro, la Ceraso e i coordinatori, una commozione visibile che ha emozionato tutti.

Il prossimo incontro ci sarà il 17 dicembre con il libro  L’isola che c’è, Edizioni Il Papavero, di Filomena Carrella, a seguire,  il 19  dicembre Cose che non ti aspetti Michelangelo 1915 Editore di Andrea De Marco; il 9 gennaioOceano  dentro Controluna di Floriana Nappi, il 13 gennaio “Spacciatore di libri” di Rosario Esposito La Rossa, Marotta & Cafiero e  “Siamo tutti capaci”, sempre di Esposito La Rossa, Einaudi ragazzi; “Tanta ancora vita”, di Viola Ardone, Einaudi Stile Libero il 15 gennaio 2026; il 19 gennaio “Alba di Carta” Selvaggio Edizioni di Antonio Sauchella; Anche se non sto gridando, AA VV a cura di Cinzia Proietti, Dalia Edizioni; il 4 febbraio Di spalle a questo mondo Neri Pozza di Wanda Marasco.

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.