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NAZI JAGEN

Napoli, 24 Febbraio – “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”: con questo verso si apre il più celebre dei Canti composti da Giacomo Leopardi – “L’Infinito” -, nei quali viene messa in luce la piccolezza dell’uomo di fronte all’immensità della natura.

Orbene, cari Lettori, quest’oggi intendo fare mie le parole di questo grande poeta, Marchigiano di nascita…..ma Napulitan d’adozione, giacché esalò l’ultimo respiro in un palazzo sito nei pressi del ben noto Museo Archeologico Partenopeo (era il 14 giugno 1837); tuttavia, ho inteso apportare una leggera modifica, sostituendo a “quest’ermo colle” le parole “questo muretto”.

“Ma tu nun stess ‘bbuon cu a’ cap?” (It.: “forse il tuo cervello non è sano?”), potrebbero domandarmi i più: in un certo senso, non c’è da dargli torto, dato che, in confronto al Monte Tabor di Recanati, un muricciolo non è altro che un granello di senape, e – soprattutto – che quanto avviene al di là di una parete non particolarmente alta è agevolmente percepibile, anche qualora vi fosse una fittissima vegetazione.

In realtà, anch’io – come Leopardi –  mi riferisco a qualcosa di preciso: il “muretto” cui alludo delimita una villa sita nella città Tedesca di Bonn, precisamente nel distretto di Bad Godesberg, a pochi metri dalla fermata metropolitana di Plittersdorfer Straße.

Avendo vissuto per ben sei mesi là vicino, non è mancata occasione per approfondire quanto alcuni esponenti della Street Art locale vi avevano scritto e, in particolare, su due parole ivi leggibili ictu oculi“Nazi jagen”.

“E che vuol dire?”, potreste chiederVi. Beh, anche chi non conosce la lingua Tedesca potrebbe intuire con facilità l’allusione ad una parentesi catastrofica della storia Europea, ossia l’epoca del Nazismo.

Siccome Bad Godesberg è, da sempre, un crogiolo di varie etnie, i locali hanno sempre accolto calorosamente, condannando ogni forma di discriminazione nei riguardi dei propri simili: ecco perché tutti vanno “a caccia di (neo) Nazisti”!

In Italia, però, non la si pensa allo stesso modo: le politiche xenofobe e pazzoidi contemplate nel manifesto di alcuni partiti han trovato, ohi noi, terreno fertile in ogni regione dell’amoena paeninsula (It.: “penisola amena”), di talché l’essere umano appartenente ad una nazione (od un’ernia) differente è visto come un parassita, come un pericolo per le sorti del Paese, esattamente al pari del Jude (It.: “ebreo”) nelle menti insane dei Nazionalsocialisti.

Ne è la chiara dimostrazione l’imbrattamento, ad opera di soggetti privi di un’adeguata formazione storica, della lapide commemorativa di una strage nazi-fascista, eretta nella città di Ravenna.

Questi imbecilli – forse delusi dalla meritata vittoria di Stefano Bonaccini alle ultime elezioni in Emilia-Romagna – han tracciato, servendosi di una bomboletta spray, il logo delle Schutzstaffel (ossia le “SS”, corpo paramilitare istituito da Hitler) sulle immagini dei caduti, ledendone la memoria e disattendendo, al contempo, ai princìpi fondamentali del nostro ordinamento.

Come ho avuto modo di precisare in altri lavori, l’ignoranza è la più feroce delle belve, in quanto è capace di sconvolgere, seppur indirettamente, indirettamente, la pacifica convivenza fra gli esseri umani.

È ben noto, egregi Lettori, che l’ignoranza viene sovente indotto a farsi burattinate da un pericoloso Mangiafoco, il quale, in preda alle bramosie di potere, cerca di riscuotere consenso proprio fra chi – anche non per colpa sua – non si è adeguatamente formato.

Oltre alla Costituzione Repubblicana, fra le armi a doppio taglio contro le sovversioni rientra indubbiamente l’istruzione; ma, a fronte – da un lato – della sottovalutazione del problema a opera delle Istituzioni governative e – dall’altro – dell’indifferenza dimostrata da alcuni insegnanti (fra cui la professoressa che invitò i suoi allievi a diffidare delle esortazioni della senatrice Liliana Segre, rea di cercare “solo pubblicità), non s’è vista – almeno per ora – neanche l’ombra dell’auspicato cambiamento: in confronto all’immensità della natura, l’uomo è pochezza, perché pensa soltanto ai propri comodi.

Bisogna aspettare lo scoppio di una guerra? Direi di no, perché non siamo bestie: abbiamo l’intelletto, perciò diamoci da fare ed andiamo…..a caccia di Nazisti!

 

Adriano Spagnuolo Vigorita 

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