Napoli risale, ma resta in coda: per Manfredi “miglioramento minimo, percorso ancora lungo”
Napoli, 1 Dicembre – La nuova classifica sulla qualità della vita pubblicata da Il Sole 24 Ore restituisce a Napoli un segnale di ripresa, ma anche una fotografia ancora distante dagli standard delle principali città italiane. L’area metropolitana passa infatti dal 106° al 104° posto, un avanzamento minimo che non modifica il quadro complessivo: il territorio resta stabilmente nella parte bassa del ranking, tra le realtà che più soffrono sul piano economico e sociale.
Il dato è stato commentato dal sindaco Gaetano Manfredi a margine della presentazione del nuovo percorso espositivo delle opere d’arte della Città metropolitana. “Noi dobbiamo garantire un percorso di miglioramento e un piccolo miglioramento c’è stato. La strada è ancora lunga ma siamo nella direzione giusta”, ha dichiarato il primo cittadino, richiamando l’attenzione sulla continuità dei processi amministrativi più che sul risultato in sé.
Manfredi ha precisato che la classifica si basa “essenzialmente su indicatori economici”, un terreno sul quale Napoli continua a scontare un ritardo strutturale rispetto ad altre città del Paese. “Noi sappiamo bene che nel nostro territorio ci sono ancora sacche di povertà, di disoccupazione, difficoltà molto importanti da parte delle donne nell’accesso al lavoro”, ha aggiunto il sindaco, riconoscendo come i nodi principali restino irrisolti.
In questa cornice, il lieve balzo in avanti rischia di apparire più come un rimbalzo statistico che come il segnale di un cambio di passo reale. La distanza con le città italiane in cima alla classifica resta ampia, e gli indicatori sulla capacità di reddito, sull’occupazione e sulle opportunità per i giovani continuano a mostrare criticità profonde.
Nonostante gli sforzi messi in campo dall’amministrazione — dal risanamento finanziario al rilancio dei servizi di base — il miglioramento percepito dai cittadini appare ancora limitato. I ritardi infrastrutturali, l’insufficienza dei trasporti pubblici e la fragilità del tessuto economico restano temi centrali e spesso ricorrenti nel dibattito pubblico.
La questione sociale, poi, rimane uno degli elementi più delicati. La persistenza di ampie aree di marginalità e la difficoltà delle politiche occupazionali di incidere davvero sul territorio rendono il percorso verso un miglioramento stabile lungo e complesso. E la classifica di Il Sole 24 Ore — pur con i suoi limiti metodologici — continua a evidenziare questo divario.
Il risultato di quest’anno offre quindi una duplice lettura. Da un lato, la risalita di due posizioni indica un movimento, un segnale di vitalità in un contesto in cui spesso anche mantenere il livello dell’anno precedente rappresenta una sfida. Dall’altro, però, la persistenza nelle ultime venti posizioni conferma quanto il cammino da compiere sia ancora significativo e quanto i miglioramenti strutturali richiedano tempi lunghi e interventi coordinati.
Napoli resta una città dalle potenzialità enormi, ma ancora frenata da squilibri economici e sociali radicati. La direzione indicata dal sindaco è chiara; la capacità di tradurla in risultati tangibili, però, resta la vera misura con cui cittadini e osservatori valuteranno il prossimo passo.
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